L’odio

Piovono occhi

lampi di odio

strappano

la vita

un vestito a fiori

amore parola pala

rubata

in fondo a nessuna strada

cancellarti

solo così

ti lascerai fare

amore che bruci che sfuggi

ti lascerai adorare.

 

 

Nel corso del violento litigio, di fronte alla volontà della moglie di lasciare la casa portando con sé i figli, l’uomo avrebbe tentato di strangolare la donna. Il figlio, di dieci anni, ha quindi spinto il padre nel tentativo di salvare la madre e l’uomo, lasciata la presa, è scappato via
Era ossessionato da Sara. La considerava una ‘cosa’ sua e non accettava l’idea che lei potesse allacciare una relazione sentimentale con un altro ragazzo…
Il corpo semicarbonizzato di Sara Di Pietrantonio, studentessa romana di 22 anni era stato trovato all’alba di domenica in via della Magliana. Pochi indizi, lei poco più di una ragazzina dalla faccia pulita che viveva non distante dal luogo della sua morte
Uccisa a coltellate dall’ex marito, incapace di accettare la fine della loro storia e accecato dalla gelosia. Michela Noli, 31 anni, è stata trovata senza vita ieri sera in una Citroen Ds parcheggiata in via dell’Isolotto, in una zona isolata lungo l’Arno, alla periferia di Firenze
L’ha picchiata con una catena fino a fratturarle una mascella e procurarle un trauma cranico. Alla vigilia della festa della donna un 38enne ha spedito in ospedale la sua ex fidanzata di 34 anni

 

Borbotones

 

This summer I went swimming,
This summer I might have drowned
But I held my breath and I kicked my feet
And I moved my arms around, I moved my arms around.

(L. Wainwright)

 

 

Le cose belle della vita

le persone speciali

uomini donne

fiori

che galleggiano sul fiume che ti passa accanto

e tu li raccogli e e te li spargi addosso

gocce d’acqua

fiori

e pensi che quel momento è ciò che conta

che tu la tua vita è quel momento

poi arriva un colpo di vento

e bum

la corrispondenza tra te e l’universo

la magia dell’avere un posto nei pensieri di un altro

la bellezza della condivisione

la inspiegabile leggerezza della relazione

nient’altro che una lineetta

nient’altro che un trattino

tra due esseri umani

che non ha nome

svapora al sole del mattino

con la forza primordiale con cui ti aveva avvolta

e tutto torna come prima

una cascata di acqua gelata in testa

e silenzio

a borbotones.

 

borbotón
\borBotón\ [sm]
1 gorgoglio ● 2 (sangre) fiotto ● Locuciones=a borbotones: a balzelloni; a fiottihablar a borbotones: parlare a scatti.

 

Ogni cosa al suo posto

A volte ci vogliono anni a volte mesi

cinque mesi

o forse undici anni

anzi venticinque

o forse ancora tutta la vita

per capire

e sistemare tutto.

Che ruota gigantesca!

Ruota e tracima

fango e bellezza

ma tutto ciò che ne viene fuori

è totalmente fuori posto

o questo sembra a te

come le valigie che vengon giù sul nastro trasportatore

a caso

sputate all’improvviso

laconicamente violentemente

non ti trovano mai preparato ad agganciarle per bene

e così il fango ti piove addosso

mentre ti allunghi per afferrare la bellezza.

Ma tant’è.

C’era bisogno di essere

lucidi e inconsapevoli

c’era bisogno di non correre

o rincorrere

né credere

ma diffidare

per capire come ballarci su

e saltando

ancora e ancora

fino a perderci il fiato

sistemare

per bene, ogni cosa

ogni cosa

a furia di calci

al suo cavolo di posto.

E non pensarci più.

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A talking book that said your name
so if you were gone, you’d still remain
More than a picture on a shelf
in imagination I could touch

I wish I had a talking book
by my side so I could look
And touch and feel and dream, a look
much bigger than a talking book
A taste of loving future and past
is that so much to really ask
In this one moment’s time and space
can our love really be replaced
By a talking book

(Lou Reed)

Le parole che qualcun altro ha saputo dire

ad un ritmo perfetto

al momento giusto

in ogni momento

ribelle

romantico

sbagliato

stupefacente

della tua vita.

Capo d’anno

…sentire dentro di sé il dolore che attraversa come una freccia la natura e ripetere con il poeta “spesso il male di vivere ho incontrato”.

(Vito Mancuso, Il principio passione)

Questo libro arriva come una lettera dal cielo, qualcuno ha sentito la mia fame d’amore inesplicabile, immersa nel mistero imperscrutabile e doloroso del mondo, e me l’ha messo davanti un pomeriggio in cui vagavo distratta in libreria.

Mancuso si chiede, ed io con lui, se tutto questo dolore di cui ogni cosa è intrisa renda ancora il mondo degno di amore, se l’amore, dunque, sia in sintonia con il mondo che ci circonda; sia chiaro, non la percezione che ne ho oggi che sono allegra o domani che invece sono afflitta, ma il mondo come realtà oggettiva, fatta di assurdo e di bellezza, di cui tutti gli esseri senzienti hanno una conoscenza diretta.

E la tesi di Mancuso è che questo sentimento, l’amore, dunque, porti a compimento la logica, sempre spiazzante, del mondo.

Per questo vale la pena leggerlo.

Vale la pena leggerlo adesso perché l’esperienza del vivere, lezione mai appresa fino in fondo che ci porta ad assaggiare il dolore sottile o travolgente nascosto in ogni cosa, si rivela in maniera particolarmente acuta in questi giorni che la bella stagione si allontana sempre più e il tempo libero con lei, e gli occhi, prima immersi nell’aria e nella luce, si incupiscono e illanguidiscono.

In questa microstagione, ancora più intermedia di quanto non lo sia l’autunno – quando l’estate è andata via ma l’autunno non ha ancora fatto irruzione in maniera plateale, prima che si sparga dappertutto il profumo consolatorio delle castagne – sembra che qualcosa di irrecuperabile stiamo perdendo, quasi fosse il nostro modo più autentico di vivere, quello in cui non dobbiamo vestirci dei panni dei nostri ruoli ufficiali e ancora, per un po’, continuiamo a corrergli dietro, ma non abbiamo più l’aspetto, la forza, il tempo, per farlo.

E non è facile trovare il bene quando le cose cambiano. Migliore appare sempre il passato, il perduto, il lasciato, il fatto o non fatto, comunque l’inafferrato non sempre perché fosse inafferrabile ma perché non abbiamo saputo acchiapparlo per tempo, ma tant’è: tutto ciò appare come un nirvana irraggiungibile, ciò che per il buddismo e l’induismo è il trascendente, dove l’essere e il bene coincidono, “il non-nato, non-divenuto, non-creato, non-formato”. 

La sfida in questo strano capodanno, senza botti e senza champagne, è scovare il bene nella solitudine di una non festa, tra le pieghe dell’adesso e dell’oggi, dell’ormai è deciso, dell’è così, del questa è la mia vita, del ricominciamo.

Le conseguenze dell’amore

L’amore mi lega

alla vita e ai suoi sterminati contorni

amore mentre qualcuno mi da e gli do

amore mentre scompaio

sotto il mare e i suoi silenzi

amore mentre ascolto e ballo

amore mentre insegno quel che so e accendo

lampadine spente

amore mentre nella solitudine sento

di essere viva.

Tutto è contorno e concorre

ad essere centro

pure prendersi a calci e smettere di mangiare

rompersi il fiato sui pedali

rovesciarsi musica nelle orecchie

pensando che serva

a non sentire il bruciore che ci arroventa

la pelle e non ci lascia dormire

quella sconfitta quella perdita

quel mostro quella battaglia

che divora e prende la mira.

Passioni

 

Tuffo

emersione

il suono ritmato delle bracciate

nel silenzio marino,

il mio corpo avvolto dall’acqua tiepida

limpida, trasparente.

Il primo pensiero è un’esplosione di godimento

penso, sono e voglio all’unisono.

Respiro mentre nuoto

insieme alle onde

il  loro movimento è il mio

e  i miei occhi

a tratti inondati dall’acqua

sono oblò cui si affacciano decine di pesci.

Raggiungo una riva

e poi l’altra

e indugio sullo scoglio

alla fine

per rientrare

salgo ma ondeggio

e mi volto

e torno a tuffarmi.

Ancora e ancora.

Proprio come un amante docile

e di cui non si ha mai abbastanza

come della vita, pur avara,

del suo prendere dare bastonare

nel mare oggi tornavo e ritornavo

e mai mi saziavo

mordevo bevevo respiravo guardavo

eppure a casa son tornata sì ubriaca

e sempre affamata.