Antonello

Ho passato un giorno intero a non lasciarlo andare

non lasciar cadere il ricordo

non lasciare che schizzasse tutta l’acqua intorno.

Ma il tuo viso il tuo modo di parlare

i tuoi occhi le tue risate

pomeriggi di brevi incontri luci di compleanni

oscurità di concerti di film e di viaggi notturni

sono qui

schegge, ricordi

annodano tremanti

e trafiggono incendiano

le mie mani assenti.

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Rumore di fondo

Mentre parlo e canto e dico

il mondo cammina e si muove

e si sposta rumorosamente

ticchettìi passi gorgoglìi

voci e grida

il mondo gira e noi

non ci incontriamo più.

Ma se potessi vedermi

e osservarmi

non con la severità dello specchio

non con la velocità con cui appendo il mio viso sulla rete

ma dall’altra parte

dal balcone di fronte

apprezzerei ciò che sono

mentre tutto mi gira intorno

ed io cerco di non pensarci troppo su.

Vorrei guardarmi mentre interrogo il terreno muto dei miei tulipani

ormai dimentichi di se stessi sotto centimetri di terra

mentre stendo il pigiama e mi accorgo che il geranio cresce a dismisura

e allora mi avvicino e tolgo le foglie secche

e riprendo a stendere le lenzuola

e l’occhio cade sui germogli di gelsomini

fermi nel loro sbocciare da settimane

e allora mollo il calzino e aggiungo dell’acqua

e vorrei osservare la mia sorpresa al vedere quel cespuglietto di rucola

spuntato dal nulla

portato da chissà dove

regalo del vento o di qualche uccellino

avrei voluto vedere posarsi quei semi leggeri

avrei voluto assistere al loro volo

alla traiettoria che li ha portati qui.

E avrei voluto essere stata capace

tra migliaia di cose e pensieri affollati

tra le mie mani e nella mia testa

e tutt’intorno

di ascoltare

oltre tutto questo rumore di fondo

ciò che le tue labbra mi stavano dicendo.

O forse non dicevano

forse sorridevano

o accennavano.

Assenze

One day baby, we’ll be old
Oh baby, we’ll be old (Asaf Avidan)

Ad un certo punto

quando gli anni corrono davanti a te

e tu non riesci più a starci dentro

tutto cambia

il viso al mattino

il viso in certi giorni

la tua pancia

la tua voglia.

Ad un certo punto

le presenze

anche le più amate

svaporano

e tutta la tua vita ha senso

per quello che è stato

più che per quello che è

e non hai più bisogno.

Ad un certo punto

tutto è desiderio

perché tutto è non avere

è non essere

è non potere

eppure tutto è placido

tutto è stare,

solo un quieto divagare.

Stella al palo

Stella alla finestra

marcaposto

luce votiva

presenza.

In questa selva di fari e di voci a imbuto

appendo il mio contributo

con riluttanza, come una maschera

un tappo, un saluto dovuto.

Dissimulando la commozione delle immagini trasmesse

e la molestia delle urla scomposte

mostro normalità

sorrisi alla stampa

baguette alla nutella.