Ce là

 

Guardi, quello è il suo cuore.

Ciò che più mi ha sorpreso è stato vedere quell’immagine

quella perfetta forma

quella dei libri di scienze

con le macchie rosse e blu che ballavano

o sbuffavano  -una valvola che perde

mi dicevano-

come bianchi meccanici stellari

sembrava parlassero di un corpo celeste nello spazio siderale

e non di una piccola perfezione così imperfetta

qui dentro, nel buio

di me.

Annunci

Come on

Terra pavimento piastrella

tocco calpesto spingo

danza interminabile

che ripete

le parole di ciascuno

che vivo puro combattente

qui, in questo tempo insensato,

eppur di senso illuminato, sta.

La mia bocca muta

ad ogni passo

muta

si vezzeggia, trema

chiama per nome e interroga

l’universo.

Spirit

You burned my heart
With a flickering torch
I had a dream that no one else could see
You gave me love for free  
(Iggy Pop)

Non ci sono sfide a cui tu abbia rinunciato

hai combattuto

per ogni cosa a cui hai tenuto

poi ci sono dei sogni

meno di desideri

per cui non ti ci puoi più battere

perché li hai già persi

e come quando ti svegli al mattino

anche se ti riaddormentassi

non li ripiglieresti più

puoi solo pregare che l’Universo

nel suo girarsi e rigirarsi

per sbaglio

te li regali

senza volerlo,

che in un sobbalzo incontrollato

gli si apra la gabbia

dei nostri amori perduti

e i nostri sogni

ci vengano a cercare

a riacciuffare

per un pelo,

a scaraventarci in cielo.

In tempo

Si disparan por fuera y te matan por dentro (Rosana)

 

Non dormo più

posso solo pensare

e scrivere, se penso abbastanza forte.

Un centimetro quadrato del mio giubbotto

stretto tra le tue dita

contatto fugace, un’eternità

ma io avevo tutto dalla mia parte

il treno che frenava

gli scaffali che mi reggevano

il sole e la notte

tutto insieme

ecco

la mia mano che tocca il tuo braccio

e le mie dita che premono su

un attimo, una parola

un microsecondo fatto di niente

eppure tutto l’universo si è ristretto lì

e lì ritorno

in quel pezzetto di me stretto in un pezzetto di te

ad aspettare che passi l’inverno.

Start over

 

Non so se ho pranzato o mi sono inferta un colpo

una lama di carboidrati confusi

come i pensieri nella mia testa.

Oggi mi servono tutti i miei cibi proibiti

oggi non ci sono stelle tra le mani

l’universo è lontano dai miei occhi

così come la coscienza del nulla

e quello che sono e non sono

quello che ho capito e quello che non mi riesce di capire

quello che ho visto e che ho fotografato

che ho trattenuto, scritto, amato.

Oggi non ci sono.

Tutto quello che ho da dire e che dico

alla rinfusa

come lanci di bengala

come una questuante in cerca di accordi

l’universo il sole e tutte le altre stelle

stanno

dove sono sempre stati

e girano intorno a se stessi, all’infinito.

Chi distrattamente ti ascolta e proprio non vede i tuoi bengala

distrattamente sale e scende dal tuo treno

tira fuori un fazzoletto e si svuota le tasche dalle tue parole

miseramente sparse sul selciato di una stazione

inghiottite dalla notte e dall’abbandono

come monete mute

fuori conio.