Visualizza i tuoi ricordi

Say your prayers little one
Don’t forget, my son
To include everyone

(Metallica)

Lapilli che precipitano

crepitano schegge

bombardano zolle

scure indurita

dal sole e dal vento e sento

che è un pigro movimento

quello

di muovere all’indietro

la ruota del tempo

più che scucire imbroglia l’ordito

si inceppa e scricchiola e sfrigola

sardonica malinconica ghironda.

 

Shine

I see my light come shining
From the west unto the east
Any day now, any day now
I shall be released. 
(zio Bob)

Ci sono giorni come ombrelli sghembi

che ti proteggono dalla luce ma non resistono al vento

si torcono e veleggiano

e tu continui a fartene scudo

ma è solo una mano alzata

uno stendardo di resa

sulla testa solo un intrico di tele e ferri

o di scarabocchi, appunti, post it

che appigliano i pensieri

perché non se li spazzi via il vento

ma sono tutte inutili e incerte mani alzate

davanti alla valanga del dover fare

che srotola la sua potenza mentre dubiti, sull’attenti.

Perché ci sono giorni che durano mesi

e alla fine riesci a prendere e scappare

guardare il mare

guardare la gente che sa non far niente

i ragazzi che dipingono le barche

e gli uomini che tirano fuori attrezzi

i vecchi che commentano ciò che c’è

e tutto intorno il tempo immobile

quello dell’essere

lontano, sola

a pascolare

dopo mesi o giorni o secoli

il cervello in mezzo al niente

nessun cerchio sghimbescio da quadrare

silenzioso e quieto niente

manciate di tempo infinito

mi ammansisco,

filecenza, gente.

Era un lujo

no nos dimos nada más,
sólo un buen gesto.

Chi può dire di stare vivendo ciò che aveva pensato di vivere

il mistero più grande della vita è la nostra capacità di sopportazione

sopportiamo che i nostri sogni si ribaltino

accettiamo di fare ciò che ci addolora

camminiamo nelle scarpe che ci scorticano i calcagni a sangue

adoriamo gli uomini che ci tolgono il presente e ci annullano il futuro

assistiamo immutati al nostro cambiamento

noi non siamo più noi

il passato un mondo lontano

la vista affievolita

le forze infiacchite

ciò che non siamo più è ciò che eravamo senza motivo

quella certezza del buono ancora da venire

quell’ essere profondamente corpo vivo pulsante

eppur profondamente spirito leggero ridente

siamo stati puro splendido equilibrio volitivo

e un giorno dopo l’altro

dieci decenni ci sono piovuti dentro e ci hanno foderato e immobilizzato

imposto il qui il no l’odioso è così

e nulla facciamo e nulla faremo

ci lasceremo

fare e avvolgere dai nostri mille pensieri

che ci levano il sonno e il tempo

lieve olio profumato

ce lo siamo sparsi noi stessi addosso

noi stessi abbiamo voluto pur non volendo

perchè mai avremmo voluto

essere ciò che né fummo.

Cambia il mondo

 

Siamo su questo mondo per puro caso

e tutto  sembra che funzioni bene

finché  la pallina si inceppa

tra le ruote del tempo si ferma

e i tagliagole filmano la tua fine in un momento

in pasto alle telecamere di tutto il mondo.

Lo chiamo caso

lo chiamo assurdo caso

lo chiamo orribile assurdo caso

e giù silenzio

perché non ne ho di parole

ho solo pensieri gesti e strizzare di occhi

ci sono notizie da leggere e andarsene

ma andare dove

il caso

assurdo orribile meraviglioso tenace caso

ti segue ovunque.

Nulla nulla puoi fare

ci vorrebbe la magia dello schioccare le dita

e far tornare tutto come prima

via il boia

via il tuo sguardo lontano

via quel paesaggio vuoto

via quello stupido universale insensato straparlare.

 

Non mi svegliate

Credo di essere riuscita a non lasciarmi svegliare mai

mi sono rotolati addosso lustri interi

e io, sagoma di polietilene

bambola d’acqua.

Ma adesso parole e pensieri

corsi e urlati

trattenuti e studiati

hanno preso a sostare e a scavare,

limano e tracciano

vertigini sconosciute

e i cavalli del ricordo

sfilacciati dal tempo e dal freddo

battono alla mia porta

e trovano

nient’altro che un luccicante campo arato.