Come on

Terra pavimento piastrella

tocco calpesto spingo

danza interminabile

che ripete

le parole di ciascuno

che vivo puro combattente

qui, in questo tempo insensato,

eppur di senso illuminato, sta.

La mia bocca muta

ad ogni passo

muta

si vezzeggia, trema

chiama per nome e interroga

l’universo.

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Che cos’è l’amor

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In fondo è tutta una questione di burocrazia.

Un maledetto timbro che ci metti nemmeno un minuto

ma cambia tutte le cose.

Un timbro dichiara che esisti

o ratifica la tua morte,

sancisce il tuo status

la tua visibilità sociale

la tua partecipazione politica.

I riti sono alle origini delle civiltà,

balli maschere

fuochi e coltelli

sottolineano la solennità del passaggio

ne permettono il compimento

ma soprattutto, e questo è il punto,

consentono la celebrazione del sentimento,

nel suo senso più lato.

È come togliere il tappo ad una bottiglia di birra

e versartela in gola

ti fa luccicare gli occhi, per un po’

allo stesso modo, riesci a sentire, per un po’

la profonda irrilevanza della tua vita

mentre l’Amore, la Vita, la Morte,

l’Essere, il Fare

si perpetrano

e nulla e tutto c’entrano con le tue battaglie inacidite.

Assenze

One day baby, we’ll be old
Oh baby, we’ll be old (Asaf Avidan)

Ad un certo punto

quando gli anni corrono davanti a te

e tu non riesci più a starci dentro

tutto cambia

il viso al mattino

il viso in certi giorni

la tua pancia

la tua voglia.

Ad un certo punto

le presenze

anche le più amate

svaporano

e tutta la tua vita ha senso

per quello che è stato

più che per quello che è

e non hai più bisogno.

Ad un certo punto

tutto è desiderio

perché tutto è non avere

è non essere

è non potere

eppure tutto è placido

tutto è stare,

solo un quieto divagare.

Corpo

If memory serves us, then who owns the master
How do we know who’s projecting this reel
And is it like gruel or like quick drying plaster
Tell me how long til the pain starts to kill

(Andrew Bird)

Trasportato attraverso la strada brulicante e le rotaie ondeggianti,

esposto al tepore del sole dietro il finestrino, davanti agli occhi solo la campagna

riversata nelle orecchie musica con ritmo, tra le mani un libretto scritto in lingua a me sconosciuta:

ho assecondato lievi movimenti delle dita

qualche impercettibile sorriso, abozzato girando qualche pagina.

Ad un certo punto ho sentito che c’era qualcosa che batteva forsennatamente

da qualche parte qui dentro

non capivo cosa fosse e mi sono allarmato

poi mi sono ricordato che mi avevano parlato di un marchingegno perfetto

utile a pompare linfa viva nell’organismo

anche se nel corpo di cui sono in possesso si faceva cenno a colpi battuti senza senso

a meccanismo privo di scopo, così diceva la cartella,

e che non bisognava farci tanto caso

da quando sono qui, infatti, non mi ero accorto che ci fosse questo aggeggio.

Le funzioni vitali sono riprese per diversi minuti

mi rimbombava tutto e non ci capivo più niente,

tutta questa vitalità mi ha infastidito

mi avevano consigliato di prendermi questo corpo perché non aveva più energie attive

me ne parlavano come di un carrillon a cui bisognava continuamente dare la corda perché funzionasse per un pò,

bastava dunque non dargliela.

Io non gliel’ho data.

Non so cosa gliel’abbia data,

non so cosa sia successo stamattina

non so cosa abbiano visto i suoi occhi senza che mi accorgessi

non so cosa abbiano sentito le sue orecchie senza che io udissi,

forse un’ombra turchina che ci ha camminato accanto per un pò,

percepivo sguardi forse parole

ma soprattutto quei colpi senza posa.

Ma io ho chiuso tutto

sigillato definitivamente tutte le funzioni vitali

buttato la chiave con la corda.

Ecco.

Così sarà corpo, veramente,

sacco di plastica

bambola sgonfia.

Beating

The kids have a new take
a new take on faith

L’anno accelera e impazzisce privo di senso

non c’è senso

in questo turbine

non ho trovato casa

in nessuna classe cerco casa.

Un tirassegno.

Gli occhi dei palazzi che incombono intorno a me

stanno per essere bombardati.

E cadono giù.

E io sudo di notte

e ho freddo la sera

e al mattino mi addormento al sole

mentre ancora io sgambetto

e parlo da sola

da sola

e a volte mi sgolo non perché non mi ascoltino

ma perché non mi sento io

e sento che non mi ascoltano anche da muti

anche se mi scoppia il cuore.

Potessi chiudere le saracinesche una ad una

con pazienza

fino a cinque

fino a sei

anzi settemila.

Ogni fottuta cosa che non va.

E buonanotte a tutte le urla e le frecce avvelenate.