Soledad

La Solitudine si trova

nel Mar Glaciale Artico

e in fondo alle tue parole ruvide

al mio balcone trascurato

si conficca nella mia ruota storta

nel mio disordine riposa

sulle mie carte sparse

davanti ad una preghiera di chiarezza

su un tavolino di luce desolato

contempla il mio lato selvaggio incrostato

il mio corpo congelato

all’ombra di questo rigido schermo,

lucernario impiccato.

 

 

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Wild side

Valium would have helped that bash
She said, “Hey babe, take a walk on the wild side”
I said, “Hey honey, take a walk on the wild side”

And the colored girls say

Doo do doo, doo do doo, doo do doo (L. Reed, Walk on the wild side)

Mr Reed

le prime parole che mi hai rivolto sono state queste

vieni a farti un giro nel lato selvaggio, tesoro.

Ero una bambina

e la radio riempiva i miei pomeriggi pigri

e la radio vibrava vicino al mio cuore

con la tua voce

e quel modo di cantare

che era come parlare.

Tesoro, vieni a farti un giro nel lato selvaggio.

Da quel lato della strada, Mr Reed, non mi sono più mossa.

Into the wild

Vivere molto all’aperto, nel sole e nel vento, può senza dubbio produrre una certa ruvidezza di carattere, può far crescere uno strato di pelle più spessa non solo sul viso e sulle mani, ma anche su alcune delle qualità più squisite della nostra natura.

I nostri antenati erano selvaggi. La leggenda secondo cui Romolo e Remo furono allattati da una lupa non è priva di significato.

La vita è stato selvaggio. Quel che è più vivo è più selvaggio, e quel che non è ancora soggetto all’uomo, lo rinvigorisce.

Datemi l’oceano, il deserto, la natura incontaminata!

(Henry David Thoreau – Camminare)