Finis Terrae

A livello psichico per la fluidità del sentimento siamo acqua mentre ciò che chiamiamo ragione è paragonabile ad una piccola isola circondata dalla ben più vasta dimensione del sentimento nella quale si intrecciano emotività, pulsioni, fobie, passioni, istinto, inconscio e tutte le altre peculiarità che nel loro insieme costituiscono il peso specifico di ogni essere umano. (V. Mancuso, Il principio passione)

Uno scoglio lanciato verso l’Atlantico

e non molto di più

un luogo metaforico

l’ultima terra ferma prima di lanciarsi verso l’ignoto,

l’infinito spazio liquido

mai quieto.

All’incontrario

vai cercando l’approdo

l’incipit terrae

il porto placido

per scrollarti il sale di dosso

fare una piroetta e cascare giù

salva

sulla terra

ferma

e con le mani la tieni ferma anche tu

come il profumo del caffè dall’altra stanza

la terra profuma di casa

vorresti tanto rimanerci un pò

mentre gli anni ti saltano addosso

e ad un certo punto non li conti più

come a belve affamate offri loro in pasto

le tue conchiglie

e i tuoi inutili orecchini blu.

 Il tasso di disoccupazione all’interno delle carceri è del 96,55% e il tasso di recidiva oscilla tra il 70 % e il 90%, eppure tra i detenuti che seguono percorsi di inserimento lavorativo all’interno di imprese sociali, la recidiva scende all’1-2%. Senza creare lavoro, viene meno il dettame costituzionale sulla natura rieducativa della pena.

http://www.europaquotidiano.it/2013/10/15/carceri-il-sistema-inglese-puo-insegnare/

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Passioni

 

Tuffo

emersione

il suono ritmato delle bracciate

nel silenzio marino,

il mio corpo avvolto dall’acqua tiepida

limpida, trasparente.

Il primo pensiero è un’esplosione di godimento

penso, sono e voglio all’unisono.

Respiro mentre nuoto

insieme alle onde

il  loro movimento è il mio

e  i miei occhi

a tratti inondati dall’acqua

sono oblò cui si affacciano decine di pesci.

Raggiungo una riva

e poi l’altra

e indugio sullo scoglio

alla fine

per rientrare

salgo ma ondeggio

e mi volto

e torno a tuffarmi.

Ancora e ancora.

Proprio come un amante docile

e di cui non si ha mai abbastanza

come della vita, pur avara,

del suo prendere dare bastonare

nel mare oggi tornavo e ritornavo

e mai mi saziavo

mordevo bevevo respiravo guardavo

eppure a casa son tornata sì ubriaca

e sempre affamata.

Acurrucada

La noche estaba cerrada y las heridas abiertas (Jorge Drexler)

 

 

Ho ascoltato e riascoltato

ma non mi stanco di ascoltare

mi sento lì su quello scoglio australe

a cercare una risposta nel buio del mare

un punto en el mar oscuro donde la luz se acurruca.

Vita non vissuta

eppure rimpianta

come se fosse stata

in tutti i punti del mio corpo

la mia.

Come un libro aperto

una pagina da leggere e rileggere

un cuscino di piume

su cui coricarsi per farsi cullare.

Come il sonno che arriva

a soccorrerti come un fratello

come il mare oscuro

illuminato dalla magia di piccole amebe ancestrali

sorelle consolatrici

ad annunciarti il futuro

quando le ferite si riaprono.

Questa canzone

incantata.

Io

e l’eterno altrove

e l’eterna nostalgia

di ciò che non è stato

né per tempo desiderato.