Stesse menti

 

Le mie notti come tasche zeppe di ferri

tasche da meccanico

che ha cose da sistemare

testate di motore spalancate

il cofano intorno

come una gonna a ruota.

Mi infilo in tasca ogni sera un nuovo attrezzo

altrui

tutto il mondo nel mio letto

tutto il mio letto sopraffatto dal mondo

poi al mattino, con zelo, cerco di disporre le pedine

distendere le storture

gambe, figli, nipoti, mamme, occhi, vuoti, schiene,

una corrente continua

e pur accetto senza proferir parola

inciampando in un ricordo

la resa

il punto fermo

lo schiaffo del selciato.

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Contrappassi

È giusto

niente da dire

è pure onesto

che la dieta segua la sazietà

che la rinuncia segua l’abuso

che l’ordine segua il disordine

che il disamore segua l’amore

che lo schiaffo segua l’insulto

che il nuovo segua il vecchio

che l’immobilità segua la frenesia

che una piccola rinnovata quiete segua una piccola personale tempesta.

E, solo per inerzia,

anche il contrario.