L’ora del bene

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Il bosco di novembre arso dallo scirocco

le foglie di roverella fremono e cadono

e pare autunno.

Ed io

tronco annodato

steso a pancia in giù

gli occhi chiusi

aspetto che finisca di cadermi in testa

tutto il puzzle in pezzi.

Ho cucinato in fretta

come se fossi esperta

e sapessi il fatto mio

e da quella disperazione

non si sa come è venuto fuori il sapore

l’odore il gusto,

le castagne e l’uva e il vino

e pure l’autunno

la salvezza la creatività

l’arte della trasformazione

et voilà.

Ora che i piedi e il viso ribollono

di camminate e di sole

e di vasodilatazione

mi chiedo a che ora bisogna uscire a passeggiare

a che ora andare al supermercato

a che ora aprire il portone

a che ora passare in un punto o in un altro

– città scacchiera varietà –

a che ora togliersi i nodi dalle braccia

e rialzare il muso dalla polvere

a che ora riporre i vestiti leggeri, le spalline impalpabili

mettersi i calzettoni

incrociare la luce del faro

un peschereccio pietoso

che peschi la mia bandiera scialba

e mi riapra quel vellutato porto.

 

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Finis Terrae

A livello psichico per la fluidità del sentimento siamo acqua mentre ciò che chiamiamo ragione è paragonabile ad una piccola isola circondata dalla ben più vasta dimensione del sentimento nella quale si intrecciano emotività, pulsioni, fobie, passioni, istinto, inconscio e tutte le altre peculiarità che nel loro insieme costituiscono il peso specifico di ogni essere umano. (V. Mancuso, Il principio passione)

Uno scoglio lanciato verso l’Atlantico

e non molto di più

un luogo metaforico

l’ultima terra ferma prima di lanciarsi verso l’ignoto,

l’infinito spazio liquido

mai quieto.

All’incontrario

vai cercando l’approdo

l’incipit terrae

il porto placido

per scrollarti il sale di dosso

fare una piroetta e cascare giù

salva

sulla terra

ferma

e con le mani la tieni ferma anche tu

come il profumo del caffè dall’altra stanza

la terra profuma di casa

vorresti tanto rimanerci un pò

mentre gli anni ti saltano addosso

e ad un certo punto non li conti più

come a belve affamate offri loro in pasto

le tue conchiglie

e i tuoi inutili orecchini blu.

 Il tasso di disoccupazione all’interno delle carceri è del 96,55% e il tasso di recidiva oscilla tra il 70 % e il 90%, eppure tra i detenuti che seguono percorsi di inserimento lavorativo all’interno di imprese sociali, la recidiva scende all’1-2%. Senza creare lavoro, viene meno il dettame costituzionale sulla natura rieducativa della pena.

http://www.europaquotidiano.it/2013/10/15/carceri-il-sistema-inglese-puo-insegnare/

Ti avessi incontrato

Ed è cretino cercare di fermare le lacrime ridendo

 

Il colore del tuo fiato sarà turchino

e le scintille dei tuoi occhi illumineranno la stanza

come fuochi fatui nella notte misteriosa

scalderanno il mio letto e la mia schiena vuota

le tue braccia generose

come farina macinata di fresco vuotata in un sacco

colmeranno ogni piega del mio corpo

e le tue parole lambiranno i miei orecchi

tiepide e piane

come onde limpide che sciabordano a riva

il mio cuore vi navigherà sicuro

come una barchetta tra placidi flutti

porto, fiordo

vento amico.