Soledad

La Solitudine si trova

nel Mar Glaciale Artico

e in fondo alle tue parole ruvide

al mio balcone trascurato

si conficca nella mia ruota storta

nel mio disordine riposa

sulle mie carte sparse

davanti ad una preghiera di chiarezza

su un tavolino di luce

desolato, contempla

il mio lato selvaggio incrostato

il mio corpo congelato anzitempo

all’ombra di questo rigido schermo

lucernario impiccato.

 

 

 

Palabras

Please could you stay awhile to share my grief
(Portished)

Sueño con la primera cereza del verano. (M. Rivas)

Mi piacciono le parole sdrucciole e bisdrucciole

perché camminano lente

prima un piede poi l’altro poi la pancia e poi la testa

indietro la testa.

Non hanno fretta

tu comincia pure a pronunciarle

loro intanto si finiscono di preparare

e si accendono una sigaretta

e ti guardano: hai finito?

E quando hai finito si spolverano le spalle

e se ne vanno

ondeggiando qua e là.

Mica volevano venire, loro,

appena hai finito di suonarle

hanno già infilato la porta

e tu nella fretta di pensare e di cercare di dire

ti sei scordato dove volevi andare a parare.

http://buscon.rae.es/draeI/SrvltConsulta?TIPO_BUS=3&LEMA=retruecano

Senza fiato

Tell me why am I supposed to live without you

Sono approdata nel nuovo anno attraverso un tunnel fatto di sonno

sono sbucata negli anni dieci col mio carico

sempre quello

che mi trascino come un fardello dovuto

pur con qualche momento estatico.

Il nuovo anno nasce e ogni volta è tutto vecchio.

Paure, prigioni

desideri, emozioni.

Son sempre qui

a scalare la parete a strapiombo

il piede ben piantato sull’orlo di un burrone nuovo.