Be wolf

De verdad que no tienes arreglo. Crees que en la vida no hay otra cosa que ser o no ser feliz. Hay muchos otros estados. El riesgo por ejemplo, produce una euforia especial.

(C. Sánchez, Últimas noticias del paraíso)

La folgore percorre i miei muscoli

come un lupo affamato che non trova che ossa rinsecchite

e non basta stare fermi

non basta mettere ordine da qualche parte per qualche minuto

non basta aspirare la luce e immergersi a lungo nelle fredde stelle marine

non basta pensare o non smettere di pensare

scappare o fare il proprio dovere

tirando ancora una volta su la tendina

e presentando al mondo i compiti fatti

mentre le paure stirano i sorrisi sulla faccia.

Mentre i miei muscoli vibrano e titillano i miei pensieri

il picchetto dei miei déjà-vu mi riporta in riga

bombarda la mia scaletta di corda per  il paradiso

e richiude il libro dei miei sogni su di te

che entri turbi e rassereni

e poi scompari

come un qualunque personaggio di finzione

che solo di tanto in tanto infrange

la monotonia di ciò che è.

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Mezza luna

Luna sdraiata, mezza ruota

la notte si allunga, lei si nasconde e gioca.

C’è un pezzetto di luce che mi sfiora

e io l’afferro

me lo metto in tasca ed esco

contro vento

e prego che non si spenga

che in questo centimetro quadrato di carne e stoffa

mi tenga ben strette le dita

mentre prendo la rincorsa.

E mentre mi impegno a rispondere cortesemente

a sorridere e ridere quando è il caso quasi sempre

a continuare a ballare davanti allo schermo spento della tv

sento che ciò che mi sostiene è l’attesa della pagina vuota

quella dello slancio

della ripresa luminosa

del punto e a capo

– e capricci più niente.

Spicchio di luce, ameba preziosa

riscaldami le dita e i pensieri,

ancora.

Kids & Sex

Mamma e papà non ci sono

hanno tanto da fare

lavoro soldi amici problemi

ed io mi voglio male

io voglio farmi male

io voglio fargli male.

Il mio smartphone

tutta la mia vita

tutti i miei contatti

sempre con me

scopri come fare

il sesso ovunque

dentro e fuori il web

è tutto ciò che c’è da mangiare

da anni qui per me.

Il mio corpo

facile da usare

sguardi da attirare

quegli sguardi cui niente importa

di me e dei miei pensieri

attenzione al culmine

e tanti tanti soldi veri

essere desiderata cercata voluta

pagata fintamente amata

è tutto ciò che voglio

è tutto ciò che c’è.

La storia probabilmente è molto meno insolita di quanto si pensi, e forse proprio per questo deve far riflettere. A Roma due minorenni che andavano nello stesso liceo si prostituivano in un appartamento nel ricco quartiere dei Parioli, per soldi, per droga, fagocitate nell’attività da un gruppo di adulti che avrebbe inizialmente coinvolto una delle due ragazze contattandola su facebook. Ma basta andare sul sito di incontri in cui c’era l’annuncio delle due ragazze che si facevano passare per maggiorenni, per vedere decine e decine di offerte, di tutti i tipi.
(Melog – Gianluca Nicoletti)

Radici

Radici

Radici profonde e salde bisogna avere

certo è importante

ma radici agili e leggere bisogna usare

sempre e dovunque

dovunque trovi un terreno morbido

accogliente come un utero

ove poter germogliare e rifiorire

sempre per sempre

affondare immergersi svuotarsi

e tirare su nutrirsi

scambiarsi pensieri e sogni pazzeschi

io tu i nostri mondi rispettivi

sempre intatto quel noi

ad ogni giro di vite

sempre pronti i nostri mondi rispettivi

e creare nuove vite.

Oggetti

Sonnecchiando nel treno del ritorno

senza riuscire a farlo del tutto

arrovellata su groppi di pensieri

ruvide lische tra le dita

mettevo in pratica la mia scappatoia da troppo presente

-troppo treno, troppe fermate, troppa fame, troppo sonno-

visualizzando il primo futuro gradevole a portata di mano:

aprire la porta di casa.

Casa in penombra

visibilmente segnata dal trambusto

del treno preso presto al mattino

oggetti sparsi, fuori posto

eppure in mia attesa.

Il valore evocativo degli oggetti.

Essi parlano del presente del passato e del futuro

con una sintesi fulminante

che coniuga la componente affettiva con quella strumentale.

In assenza del proprietario

gli oggetti cessano di essere tali

divengono aggettivi,

parole anima

attributo dell’assente.

Gli occhiali spenti, in bilico su carte sparpagliate

la bici immusonita nell’angolo del balcone

la scatola di aghi e cotoni, dormiente nel cassetto del comò

il libro stropicciato di Delfini sotto quello corposo di Richler

impilati e asfissiati

sotto la Nivea, sul comodino

il filo aggrovigliato dell’auricolare

che occhieggia chissà da quale destino.

Tutti parlano di noi in nostra assenza

e appena apriamo la porta ammutoliscono

e smettono

di fare compagnia.

In tempo

Si disparan por fuera y te matan por dentro (Rosana)

 

Non dormo più

posso solo pensare

e scrivere, se penso abbastanza forte.

Un centimetro quadrato del mio giubbotto

stretto tra le tue dita

contatto fugace, un’eternità

ma io avevo tutto dalla mia parte

il treno che frenava

gli scaffali che mi reggevano

il sole e la notte

tutto insieme

ecco

la mia mano che tocca il tuo braccio

e le mie dita che premono su

un attimo, una parola

un microsecondo fatto di niente

eppure tutto l’universo si è ristretto lì

e lì ritorno

in quel pezzetto di me stretto in un pezzetto di te

ad aspettare che passi l’inverno.

Stock Exchange

C’era tutto un programma futuro che

non abbiamo avverato (I. Fossati)

 

C’è qualcosa che possa offrire a questa vita affamata

perché smetta di prendere e cominci a lasciarmi qualcosa?

Non ho che una manciata di giorni di pura felicità

pensieri all’unisono

scambi di sguardi e di files,

brucianti di desideri platonici

ho consumato notti intere appagata dal loro ricordo

mandato all’infinito in onda nella testa

in un’esplosione di forse chissà ma.

Tutto è perfetto qui dentro di me

poi tutto si ghiaccia al contatto con le mie parole

e le tue

prendo il sacco con le mie speranze

e lo spedisco dritto giù

in fondo al mare

un relitto

un galeone colmo di monete d’oro

pasto per le sirene.