La cura

Satellite’s gone
up to the skies
Thing like that drive me
out of my mind (L. Reed)

Conservo un nome

un sostantivo breve

quasi un diminuitivo

pronunciato per caso

in un breve racconto

consegnatomi una notte:

così venivi chiamato.

Come un amuleto stretto nella mano

mi accompagna ovunque

come un satellite lo seguo

non lo perdo di vista

mi parla della tua assenza

lunga quattro lustri,

tutta la mia vita.

La cura di questa assenza

e di tutte quelle che mi sono care

la ottempero con diligenza e dedizione

stringendo seguendo ricordando

per conservare

tirante, fune

per non vacillare

pietra filosofale

oro in gola per scaldare

la voce prima di urlare.

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C’era tutto un programma futuro che

non abbiamo avverato (I. Fossati)

 

C’è qualcosa che possa offrire a questa vita affamata

perché smetta di prendere e cominci a lasciarmi qualcosa?

Non ho che una manciata di giorni di pura felicità

pensieri all’unisono

scambi di sguardi e di files,

brucianti di desideri platonici

ho consumato notti intere appagata dal loro ricordo

mandato all’infinito in onda nella testa

in un’esplosione di forse chissà ma.

Tutto è perfetto qui dentro di me

poi tutto si ghiaccia al contatto con le mie parole

e le tue

prendo il sacco con le mie speranze

e lo spedisco dritto giù

in fondo al mare

un relitto

un galeone colmo di monete d’oro

pasto per le sirene.

Muta

 

 

 

 

 

 

 

Quando mi trovo davanti a cose che non posso controllare

cerco risposte persino nel cemento della città.

Cerco l’ultima luce tra le piazze vuote della periferia

dove solo il maestrale vigoroso mi fà compagnia.

E una luna brillante.

Una danza da baccante, l’offerta di vino e cibo, di oro e argento,

il sacrificio di un montone, il digiuno e il cilicio, 

la recita di una preghiera, la ripetizione di un mantra,

un canto sommesso, l’omaggio di candele e fiori.

La mia mente ha snocciolato a ripetizione tutte le possibilità

immobile,

nella morsa dell’imponderabile.

Senza casco.

Muta.

Non so come bisognava fare

a chiedere al cielo e alla terra e al vento

un pizzico di buona sorte

un pizzico di benevolenza.

E tutto intorno si muove

e tutto intorno esiste,

tacendo.