Visualizza i tuoi ricordi

Say your prayers little one
Don’t forget, my son
To include everyone

(Metallica)

Lapilli che precipitano

crepitano schegge

bombardano zolle

scure indurita

dal sole e dal vento e sento

che è un pigro movimento

quello

di muovere all’indietro

la ruota del tempo

più che scucire imbroglia l’ordito

si inceppa e scricchiola e sfrigola

sardonica malinconica ghironda.

 

Punteruolo ferruginoso

Just a perfect day

You made me forget myself
I thought I was someone else
Someone good

Oh, it’s such a perfect day
I’m glad I spent it with you

(L. Reed)

La domenica scorre via lenta e stracca

si odono appena rumori là fuori

il mondo appare tacito e immobile

ovattato

come incartato

in un foglio a bolle d’aria.

Mi ottunde tanto silenzio

e tanta solitudine

eppure mi metto a lavorare e lavorare

mentre la mente mi accarezzo.

 

Un giorno perfetto
hai fatto sì che mi dimenticassi di me stesso
tanto da pensare di essere un altro
uno migliore.
Un giorno così perfetto
sono felice di averlo passato in tua compagnia.
 

Stesa

dai tuoi colpi

sguardi come baci

le tue granate

lanci precisi

le tue bombe a grappolo

ganasce

lucchetto,

messa giù

un birillo malfermo

una palma mangiata all’interno

guardo le stelle e gli chiedo

confusa

forse felice

se fare il morto o rimettermi su

robottino incantato

e su

le scarpe battono sul selciato.

Cosa non so

Cosa c’è nel mare

che di qualunque colore e umore sia

ti trattiene per ore a guardare

la linea dell’orizzonte 

quell’infinito immobile e possibile

quel respiro

prima della prossima apnea.

… Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare»

(Giacomo Leopardi)

Il mondo intorno

My mind is racing
As it always will
My hand is tired, my heart aches
I’m half a world away here
My head sworn

My shoes are gone
My life spent
I had too much to drink
I didn’t think
(Berry/Buck/Mills/Stipe)

Quattro bucati in due giorni

facebook twitter yahoo

foto video notizie

io, me

caffè con le amiche

io, me, tu, noi

tagliando zsr

– venti incredibili minuti di su e giù

quattrocento pagine più ottanta da studiare

poggio la testa sui fogli sparsi dei miei appunti.

E aspetto.

Stop talking

 

Ci sono persone – o situazioni create da persone – che limitano altre persone.

Oltre il dovuto.

Accorgersene è un passo.

Il seguente dovrebbe essere lanciato in aria.

Via.

Non è facile. Si ritiene così normale non sentirsi “liberi”

non tanto nel senso di non avere dei doveri

quelli toccano a ciascuno e bisogna prenderseli

a patto, naturalmente, che siano di propria competenza.

Sentirsi liberi nel senso di esercitare i propri talenti

a pieno

sentirsi in pace con se stessi

e con la domanda muta che viene dal passare ora

qui.

Non si può sempre dimenticare che un motivo ci sarà per cui si è qui

ora.

Basta smettere di parlare di dire di pensare di stare dietro ai casini altrui.

Di chi invischia.

Si sta sciupando il passaggio.

Il sacrificio ha senso quando salva

gli altri e se stessi,

altrimenti, c’è qualcosa che non torna.

Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.

Dice il Vangelo di Matteo a proposito del ruolo di evangelizzazione dei discepoli; essi avevano un compito, qualcuno gliel’aveva dato. E ben preciso.

Staccarsi dal proprio groviglio mentale per fare le cose di ogni giorno con equilibrio e non con i ritmi e la frenesia dettata dagli altri.

Zitti, tutti.

E pure la mia mente che rincorre tutto. Stop.

Nella tradizione buddhista le tecniche per sviluppare la stabilità mentale sono state create e poi sperimentate per duemilacinquecento anni. Queste tecniche affrontano il problema principale della mente, la mancanza di equilibrio.

E’ per questo che sperimentiamo tanta sofferenza nella vita di tutti i giorni. Ci fissiamo sulle cose a cui siamo attaccati, su quelle che vogliamo e non riusciamo a ottenere e su quelle che temiamo di perdere. Ci contorciamo sulle cose che non ci piacciono, su ciò che non volevamo accadesse e sul fatto che non otteniamo ciò che invece vogliamo. 

B. Alan Wallace – Il Buddhismo come atteggiamento mentale