Ce là

 

Guardi, quello è il suo cuore.

Ciò che più mi ha sorpreso è stato vedere quell’immagine

quella perfetta forma

quella dei libri di scienze

con le macchie rosse e blu che ballavano

o sbuffavano  -una valvola che perde

mi dicevano-

come bianchi meccanici stellari

sembrava parlassero di un corpo celeste nello spazio siderale

e non di una piccola perfezione così imperfetta

qui dentro, nel buio

di me.

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Cercandoti

 

Il pendolo appeso al diaframma

su e giù come un elastico

non mi lascia respirare

immoto e muto

come un gatto in agguato

teso e raggomitolato.

Scartabello i miei pensieri

e lì ti ritrovo

un sapore inconfondibilmente amaro

amato

appiccicato

come un ricordo

un postit al frigo

un magnete impolverato

eppure un sapore

sei.

Non lo posso descrivere

solo sentire o pensare o forse ricordare

non sulla lingua nè sul palato

ma al centro

di circonferenze

mille cerchi che mi cercano

che mi ottundono psichedelicamente

marcano il prima e l’adesso,

me.

 

Kids & Sex

Mamma e papà non ci sono

hanno tanto da fare

lavoro soldi amici problemi

ed io mi voglio male

io voglio farmi male

io voglio fargli male.

Il mio smartphone

tutta la mia vita

tutti i miei contatti

sempre con me

scopri come fare

il sesso ovunque

dentro e fuori il web

è tutto ciò che c’è da mangiare

da anni qui per me.

Il mio corpo

facile da usare

sguardi da attirare

quegli sguardi cui niente importa

di me e dei miei pensieri

attenzione al culmine

e tanti tanti soldi veri

essere desiderata cercata voluta

pagata fintamente amata

è tutto ciò che voglio

è tutto ciò che c’è.

La storia probabilmente è molto meno insolita di quanto si pensi, e forse proprio per questo deve far riflettere. A Roma due minorenni che andavano nello stesso liceo si prostituivano in un appartamento nel ricco quartiere dei Parioli, per soldi, per droga, fagocitate nell’attività da un gruppo di adulti che avrebbe inizialmente coinvolto una delle due ragazze contattandola su facebook. Ma basta andare sul sito di incontri in cui c’era l’annuncio delle due ragazze che si facevano passare per maggiorenni, per vedere decine e decine di offerte, di tutti i tipi.
(Melog – Gianluca Nicoletti)

In tempo

Si disparan por fuera y te matan por dentro (Rosana)

 

Non dormo più

posso solo pensare

e scrivere, se penso abbastanza forte.

Un centimetro quadrato del mio giubbotto

stretto tra le tue dita

contatto fugace, un’eternità

ma io avevo tutto dalla mia parte

il treno che frenava

gli scaffali che mi reggevano

il sole e la notte

tutto insieme

ecco

la mia mano che tocca il tuo braccio

e le mie dita che premono su

un attimo, una parola

un microsecondo fatto di niente

eppure tutto l’universo si è ristretto lì

e lì ritorno

in quel pezzetto di me stretto in un pezzetto di te

ad aspettare che passi l’inverno.

Elogio dell’attesa

Quanto sono ferme le mucche

e gli alberi

e i muretti a secco

e la terra dissetata

e ridente

verde di gioia.

L’aria ferma

in attesa

mentre il mondo sensibile irrompe nei miei occhi

e i miei occhi

riflettono il sole umido di novembre

il tepore di una stagione dolciastra

che si attarda e si impigrisce

tra queste contrade

spingendo in là

l’aria pungente e tersa dell’inverno

che attende

ancora un pò.

E io

pure attendo

eppure vago

e vagheggio

questa bellezza continua

sottofondo dei miei passi

a un passo da me.

Ragione e sentimento

where the birds wait and the tall grasses wave (Fleet Foxes)

 

Praticare la giustizia nei propri confronti

cercare di scartabellare tra i file attivi per capire cosa c’è che non si chiude che vibra che non torna che inquieta

e squilla con un soffuso allarme

uno sfarfallìo nello stomaco

un nodo alla gola.

Ma fare giustizia.

La lente attraverso la quale decido se ho finito o no di lavorare

scopre corde tese e dubbi che si accavallano,

nervi infiammati e scoperti,

si tratta di praticare la giustizia verso me stessa

e non verso gli altri.

Verso me stessa.

Allora perdo tempo

prendo tempo

da settimane

ore intere

capire quale sarà la cosa giusta da fare

farlo assicurandomi mille e mille volte

che ogni eventualità la saprò accettare

a cuor leggero.

Ma l’io che decide per un io futuro dubita ad ogni passo

e ogni decisione presa è rinnegata

perché non si tratta di decisioni vere

se effettuate con una benda sugli occhi;

non scelta

ma opzione, possibilità.

Ho spennellato di logica ogni pensiero

buttato dalla finestra il cuore e il sentimento

c’è spazio solo per il ragionamento

per la giustizia verso me stessa,

me, il mio corpo.

Ma ora dopo tanto ragionare mi ritrovo con questo tremore

a guardare giù dal balcone

quel sentimento che mi portava altrove

spiaccicato sul selciato.

Busserai ad una porta e ti ritroverai a temere che la aprano

te la spalanchino davanti

per entrarci e starci e rimanerci

senza non sai nemmeno cosa.

Alga marina aggrovigliata ad inerte sasso.