Fool

Stai cercando il parcheggio e alla fine non ti dispiace più
di non trovarlo,
perché la radio ti regala un lampo
in piena primavera
ed essere una stupida in cima ad una collina
ti carezza le orecchie
e dirime il mare che ondeggia
nel tuo tubo stomacale.
Certo, solo un pezzo di pane asciutto può asciugare tanto male
ma una stupida in cima ad una collina
quello che fa non è più chiedere ma è rotolare
giù dove le pare
ben oltre il visibile dagli stupidi al livello del mare.

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Shine

I see my light come shining
From the west unto the east
Any day now, any day now
I shall be released. 
(zio Bob)

Ci sono giorni come ombrelli sghembi

che ti proteggono dalla luce ma non resistono al vento

si torcono e veleggiano

e tu continui a fartene scudo

ma è solo una mano alzata

uno stendardo di resa

sulla testa solo un intrico di tele e ferri

o di scarabocchi, appunti, post it

che appigliano i pensieri

perché non se li spazzi via il vento

ma sono tutte inutili e incerte mani alzate

davanti alla valanga del dover fare

che srotola la sua potenza mentre dubiti, sull’attenti.

Perché ci sono giorni che durano mesi

e alla fine riesci a prendere e scappare

guardare il mare

guardare la gente che sa non far niente

i ragazzi che dipingono le barche

e gli uomini che tirano fuori attrezzi

i vecchi che commentano ciò che c’è

e tutto intorno il tempo immobile

quello dell’essere

lontano, sola

a pascolare

dopo mesi o giorni o secoli

il cervello in mezzo al niente

nessun cerchio sghimbescio da quadrare

silenzioso e quieto niente

manciate di tempo infinito

mi ammansisco,

filecenza, gente.

Rewind

La vita senza limiti e confini

paura di essere così felici

(C. Donà)

Arrivi

ecco che arrivi

e l’aria si tinge e l’aria si spalma

come la tua forza sulle mie ossa

la mia è sul tasto rewind

 

e sull’acceleratore verso il mare

giù ad urlare

 

per andarmi a guardare

quando mi sono messa a dormire

e ho dimenticato di respirare.

Hechizo

 
Hoping to find the key
To this play of communications
Between you and me

(Damon Albarn)

 

Il cuore incantato come un disco troppo amato

un bambino meravigliato

un castello sgarrupato

fermarsi e poi perdere il fiato

tiri fuori dal taschino il tuo coraggio spiegazzato

nemmeno riesci a soffiartici il naso

bandierina, tovaglietta

lembo valvolare afflosciato.

Le conseguenze dell’amore

L’amore mi lega

alla vita e ai suoi sterminati contorni

amore mentre qualcuno mi da e gli do

amore mentre scompaio

sotto il mare e i suoi silenzi

amore mentre ascolto e ballo

amore mentre insegno quel che so e accendo

lampadine spente

amore mentre nella solitudine sento

di essere viva.

Tutto è contorno e concorre

ad essere centro

pure prendersi a calci

rompersi il fiato sui pedali

purché serva

a non sentire il bruciore che ci arroventa

la pelle e non ci lascia dormire

quella sconfitta

quella perdita

quel mostro, quella battaglia

che divora e prende la mira.

Passioni

 

Tuffo

emersione

il suono ritmato delle bracciate

nel silenzio marino,

il mio corpo avvolto dall’acqua tiepida

limpida, trasparente.

Il primo pensiero è un’esplosione di godimento

penso, sono e voglio all’unisono.

Respiro mentre nuoto

insieme alle onde

il  loro movimento è il mio

e  i miei occhi

a tratti inondati dall’acqua

sono oblò cui si affacciano decine di pesci.

Raggiungo una riva

e poi l’altra

e indugio sullo scoglio

alla fine

per rientrare

salgo ma ondeggio

e mi volto

e torno a tuffarmi.

Ancora e ancora.

Proprio come un amante docile

e di cui non si ha mai abbastanza

come della vita, pur avara,

del suo prendere dare bastonare

nel mare oggi tornavo e ritornavo

e mai mi saziavo

mordevo bevevo respiravo guardavo

eppure a casa son tornata sì ubriaca

e sempre affamata.