Zero

It takes a lot to give
to ask for help
to be yourself
to know and love what you live with

It takes a lot to be
to touch the feel
the slow reveal
of what another body needs

(D. Rice)
17-35563bca15

 

 

 

 

 

 

Occhi dipinti

sguardi variopinti

e giù parole e parole

labbra a forma di cuore

bandierina rossa

io sono qui

fili come anni luce che scorrono a fiotti

sotto i miei piedi

ventimila leghe sotto i mari

propiziano discorsi muti

in questa notte ubriaca di tanto ciarlare

l’incorporeità mi abbraccia

mi toglie il fiato come una promessa

e mi fa tacere

apro la finestra nel buio e c’è

sopra all’imbuto di  muri

una specie di luna leggera

che occhieggia tra le antenne

e se ne frega.

Mezza luna

Luna sdraiata, mezza ruota

la notte si allunga, lei si nasconde e gioca.

C’è un pezzetto di luce che mi sfiora

e io l’afferro

me lo metto in tasca ed esco

contro vento

e prego che non si spenga

che in questo centimetro quadrato di carne e stoffa

mi tenga ben strette le dita

mentre prendo la rincorsa.

E mentre mi impegno a rispondere cortesemente

a sorridere e ridere quando è il caso quasi sempre

a continuare a ballare davanti allo schermo spento della tv

sento che ciò che mi sostiene è l’attesa della pagina vuota

quella dello slancio

della ripresa luminosa

del punto e a capo

– e capricci più niente.

Spicchio di luce, ameba preziosa

riscaldami le dita e i pensieri,

ancora.

Pedali

Stordita dall’amore e dal lavoro

dalla stanchezza e dal sonno

ciascuno troppo o troppo poco

ho affrontato la luce gialla del tramonto

lo schiaffo sincero della tramontana

pensando controvento

aggirando buche e auto ridendo

e in prima fila lassù

una gran fetta di cielo

Luna, Giove e Venere,

come una magia

un incantamento.

Muta

 

 

 

 

 

 

 

Quando mi trovo davanti a cose che non posso controllare

cerco risposte persino nel cemento della città.

Cerco l’ultima luce tra le piazze vuote della periferia

dove solo il maestrale vigoroso mi fà compagnia.

E una luna brillante.

Una danza da baccante, l’offerta di vino e cibo, di oro e argento,

il sacrificio di un montone, il digiuno e il cilicio, 

la recita di una preghiera, la ripetizione di un mantra,

un canto sommesso, l’omaggio di candele e fiori.

La mia mente ha snocciolato a ripetizione tutte le possibilità

immobile,

nella morsa dell’imponderabile.

Senza casco.

Muta.

Non so come bisognava fare

a chiedere al cielo e alla terra e al vento

un pizzico di buona sorte

un pizzico di benevolenza.

E tutto intorno si muove

e tutto intorno esiste,

tacendo.

On and on

On The Death Of The Waters

 

From the wreck of the ark to the fading day of our star
the light races
the light drags
the moon rises
the moon sags
over the rolling waves
and your hands on the balcony
as a spine
pricks the world
and the shudder, deep, is unheard,
but you feel it
oh my god
as the spindle
flies apart
turn your bow to the biggest wave,
but your angel’s on holiday
and that wave rises slowly
and breaks.

(Shearwater)