Casus belli

Volano gli aeroplani, le scie come trame si intrecciano  (C. Consoli)

Il caso non sorprende per imprecisione

si commenta con un’alzata di spalle

una leggera delusione

il mondo e i suoi misteriosi meccanismi

sono fuori dal controllo umano

in balìa del caso

la riuscita o non riuscita di un evento

appare irrealizzabile, impossibile, improbabile

un paio di dadi lanciati al vento

che l’attrito rende mobile

che l’attrito non muove.

Il caso provoca sbalordimento, stupore

qualora si manifesti con precisione

come munito di una intrinseca esatta intelligenza

quasi pare che agisca, che senta

volente, nolente

come una vibrazione interferente

dotato di una risoluta capacità decisionale

come una sonda spaziale

falciando anni luce, approda

nel punto esatto di una stella

guidato da questa terra remota.

apertura1.570

In Toscana, a Camaiore (Lucca), le fortissime raffiche di vento hanno scoperchiato il campanile della chiesa di Santa Croce.In Toscana, nel comune di Borgo a Mozzano (Lucca), è morto un uomo che era alla guida della sua auto, travolta da un masso staccatosi da una parete rocciosa.Illesa la donna che era al suo fianco.Nelle Marche, a Urbino, è morta una donna, schiacciata da un albero sradicato da fortissime raffiche di vento. La donna era appena scesa dall’autobus e stava andando a lavorare a piedi.

 
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Rewind

La vita senza limiti e confini

paura di essere così felici

(C. Donà)

Arrivi

ecco che arrivi

e l’aria si tinge e l’aria si spalma

come la tua forza sulle mie ossa

la mia è sul tasto rewind

 

e sull’acceleratore verso il mare

giù ad urlare

 

per andarmi a guardare

quando mi sono messa a dormire

e ho dimenticato di respirare.

Le parole inutili

Lo so che non dovrei prendermela così. Lo so.
Ma io stasera ne voglio parlare.
Oggi è il giorno della scena dei 5 stelle che si tolgono le giacche e le cravatte in Senato, platealmente; di Grillo che chiede, inutilmente, a Napolitano di fare qualcosa, di sciogliere questo Parlamento inutile che sorregge questo Governo inutile, per esempio; dei berlusconiani che urlano come aquile allo scandalo e il Parlamento, grazie al PdL e al PD spaccato, aggettivo ormai consueto, che si sospende per assecondarli. Mentre Bersani, l’altro ieri, Mr fallimento che ha ancora i microfoni e i bersaniani a disposizione, può dire, impunemente, “son mica matto” riferendosi ad uno dei suoi tanti inganni.
I furbi che se la ridono, che pensano di essere simpatici.
Ecco. Mi sembra che lo schifo, da sempre caratterizzante questa avventura cominciata da quei famosi 101, sia diventato vergogna, infamia, onta, oltraggio.
Quando mi trovo davanti a situazioni insopportabilmente dolorose, che non riesco a gestire, da cui non so trovare la via di fuga, provo, con molto sforzo, a contemplarle dall’alto; da lì appaiono meno mie, e soprattutto rivelano in maniera ancora più lampante la loro carica irrazionale, surreale, nonché la mediocrità e la scompostezza dei protagonisti, coloro che tanto si affannano a difendere a tutti i costi il loro piccolo tutto che niente è agli occhi del cielo, che dal canto suo sovrasta silente l’ignominia di ciascuno di questi, tanti, piccoli protagonisti.
Io vorrei che vi ingegnaste. Voi, i dissidenti, gli astenuti e i fuoriusciti, che vi ingegnaste voi che avete questo compito e avete delle teste pensanti, in modo da trovare un modo per dire BASTA.
Trovate il modo di disinnescare questo schifo e soprattutto trovate il modo per denunciarlo con forza. La forza dei fatti e delle parole che denunciano i fatti.
Oggi non si può fare finta di niente, ancora.
È grave, ciò che è successo oggi.
Eppure mi sembra che non lo sia mai abbastanza.

Pedali

Stordita dall’amore e dal lavoro

dalla stanchezza e dal sonno

ciascuno troppo o troppo poco

ho affrontato la luce gialla del tramonto

lo schiaffo sincero della tramontana

pensando controvento

aggirando buche e auto ridendo

e in fila lassù

spalmati su una fetta di cielo

Luna- Giove – Venere

come una magia

un incantamento.

Forza di un libro

“Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lancialotto come amor lo strinse;

soli eravamo e senza alcun sospetto.

Per più fiate li occhi ci sospinse

 questa lettura, e scolorocci il viso;

 ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

 esser basciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.

Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante”.

Mentre che l’uno spirto questo disse,

l’altro piangea; sì che di pietade

io venni men così com’io morisse.

E caddi come corpo morto cade.

(Inferno di Dante – Canto V)

Settecento anni e passa da questi versi sublimi

duecento di più dal libro galeotto.