Rumore

 

Un pugno di parole

e i tuoi polpastrelli

che pensano

senza tentennamenti

rassicurano i miei battiti

i miei pentimenti

rete carezza amica

le tue piccole dita.

 

 

 

Zia, lo so che sei triste e anche io per te, ma provo a renderti felice…

Annunci

Cambia il mondo

 

Siamo su questo mondo per puro caso

e tutto  sembra che funzioni bene

finché  la pallina si inceppa

tra le ruote del tempo si ferma

e i tagliagole filmano la tua fine in un momento

in pasto alle telecamere di tutto il mondo.

Lo chiamo caso

lo chiamo assurdo caso

lo chiamo orribile assurdo caso

e giù silenzio

perché non ne ho di parole

ho solo pensieri gesti e strizzare di occhi

ci sono notizie da leggere e andarsene

ma andare dove

il caso

assurdo orribile meraviglioso tenace caso

ti segue ovunque.

Nulla nulla puoi fare

ci vorrebbe la magia dello schioccare le dita

e far tornare tutto come prima

via il boia

via il tuo sguardo lontano

via quel paesaggio vuoto

via quello stupido universale insensato straparlare.

 

Rari momenti di felicità

Stay awake to the middle of the night (London Grammar)

 

I nostri sguardi non si posano

volano

come farfalle

battiti di ciglia che fuggono

da ogni occhiata prolungata.

E mentre scappo mi abbracci

e mentre mi abbracci volo

e scappo, ancora, e ricordo

quello sguardo sconosciuto

la notte di Natale

che nel fuggi fuggi generale

mi ha inchiodato gli occhi ad un saluto.

Da quell’abbraccio e quello sguardo

scappo sapendo

che in pugno li stringo

e me li scarterò pian piano

quando nessuno mi vede,

fragore di carte argentate

cioccolate golose.

New three little boys

P1010906

Il tuo sguardo sprovvisto di qualsiasi intenzione

ti restituisce un territorio molto vicino a te

quello ideale quello che chissà ha avuto inizio nella tua infanzia

in qualche momento in quel passato remoto un interruttore

ha fatto clic

mentre impastavi furiosamente la terra raccolta nei giardini pubblici

in un cortile cementato

e di fronte a quell’odore intenso

a quella consistenza granulosa

provavi l’irresistibile voglia di mangiarla

leccandoti le dita

come fosse cioccolata.