Sette in condotta

Perché i giornalisti non si informano? Perché non contribuiscono alla verità? Perché non fanno il proprio lavoro?

Tutti avevamo capito che quando il Ministero dell’Istruzione si fregiava di attuare un’importante riorganizzazione del mondo della scuola riabilitando, oltre al grembiule e al maestro unico, anche il sette in condotta intendesse in quest’ultimo caso prendere posizione contro il bullismo e la diseducazione bocciando laddove attualmente non lo si fa. Infatti adesso se un alunno o una classe prende il sette in condotta, anziché il canonico otto, significa che ha fatto molte assenze, che si è comportato male, ma tale decisione non ha ripercussioni sull’ammissione all’anno successivo. Pensavamo, pertanto, che negli stessi casi questo avrebbe portato a quella conseguenza.

Sbagliato.

Ecco il testo, basta leggerlo:

Art. 2. Valutazione del comportamento degli studenti
2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento è effettuata tramite l’attribuzione di un voto numerico espresso in decimi .
3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo. Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto inferiore a sei decimi , nonché eventuali modalità applicative del presente articolo.

Dunque non cambia niente. Se vuole bocciare un alunno che si è comportato in maniera “oggettivamente grave” il consiglio di classe deve approvare collegialmente un cinque. Ma per farlo bisogna che “voglia” bocciarlo, altrimenti, collegialmente, gli metterà un sei. Sei un maleducato ma non hai tirato fuori la pistola.

Mettergli un sette, invece, vorrà dire giudicarlo discretamente educato.

Esattamente il contrario di quanto si era erroneamente portati a pensare leggendo titoli di giornali o ascoltando frasi ministeriali come “Torna il sette in condotta”.

Ma quanti bevono quanto dice il Governo grazie alla mancanza di informazione dei giornalisti?

Certo, è un mondo complicato, confuso, affollato di notizie di ogni tipo, ma il fatto che spesso i giornalisti manchino al dovere di informare correttamente i cittadini può rasentare l’ossimoro ma è soprattutto una vergogna per una democrazia.

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