Soledad

La Solitudine si trova

nel Mar Glaciale Artico

e in fondo alle tue parole ruvide

al mio balcone trascurato

si conficca nella mia ruota storta

nel mio disordine riposa

sulle mie carte sparse

davanti ad una preghiera di chiarezza

su un tavolino di luce

desolato, contempla

il mio lato selvaggio incrostato

il mio corpo congelato anzitempo

all’ombra di questo rigido schermo

lucernario impiccato.

 

 

 

In ogni luogo

To lead a better life I need my love to be here

 

Il mio attimo presente  è come questo panettone assaltato di sera tardi

sbocconcellato e poi divorato

fino a che mi si strangola tra le costole e mi obbliga a restare sveglia

ancora una notte, ancora

ad aspettare la prossima notte

il prossimo, il mio migliore attimo presente

come un prigioniero che spia le ombre fuori dalle proprie sbarre

le guarda rattrappirsi e allungarsi come un abile ginnasta

flessioni e giochi di carte

e tutto ciò che è immobile sembra muoversi

i ghigni dei soliti fuochisti mi rintronano a morsi

mentre aspetto

la prossima notte ancora

e il mio migliore futuro imperfetto.

 

 

 

 

Rari momenti di felicità

Stay awake to the middle of the night (London Grammar)

 

I nostri sguardi non si posano

volano

come farfalle

battiti di ciglia che fuggono

da ogni occhiata prolungata.

E mentre scappo

mi abbracci

e mentre mi abbracci

volo

e scappo, ancora

e ricordo

quello sguardo sconosciuto

la notte di Natale

che nel fuggi fuggi generale

mi ha inchiodato gli occhi

ad un saluto.

Da quell’abbraccio e quello sguardo

scappo sapendo

che in pugno li stringo

e me li scarterò pian piano

quando nessuno mi vede

fragore di carte argentate

cioccolate golose

con cui sporcarmi le dita

a volontà.