Tè niente

i’ve got a lack of inhibition
i’ve got a loss of perspective
i’ve had a little bit to drink
and it’s making me think
that i can jump ship and swim
that the ocean will hold me
that there’s got to be more
than this boat i’m in
‘cuz they can call me crazy if i fail
all the chance that i need
is one-in-a-million
and they can call me brilliant
if i succeed
gravity is nothing to me, moving at the speed of sound
i’m just going to get my feet wet
until i drown

(Ani di Franco)

Adoro il caffè

profuma riscalda nutre illude lusinga

non amo il tè

se non come scusa per affondarci i biscotti

non profuma non nutre forse illude.

Ma oggi ho da scartare un regalo

da cacciare la nausea e il freddo dentro

decisa prendo anche quattro biscotti

e poi due

e poi altri due

e alla fine pur me ne rimane di tè.

Bevendo d’un sorso e rammaricandomi

perché l’aria intorno non profuma se non delle mie briciole dappertutto

raduno quegli otto biscotti in testa

e dico che non bastano

a togliermi il torpore che mi serpeggia dentro

e questa specie di no urlato tra il cuore e il pirolo

e pur se dormissi

dodici ore non basterebbero a spazzare il sonno

tra le orbite e le ciglia.

Biscotti nel tè, ore di sonno

parole nel telefono, attese infinite

e nel mentre

cincischio e perdo il respiro e sempre nulla faccio e nulla sono

niente basta eppure tutto pesa

cuore, pirolo, testa, ciglia

i cartelloni pubblicitari davanti al semaforo rosso

i libri spostati nelle pile delle librerie

e pesano

in mezzo all’immenso tutto vociante

i colpi di pistola sparati dritti in testa ad un uomo

dalle mani di un bambino.

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Finis Terrae

A livello psichico per la fluidità del sentimento siamo acqua mentre ciò che chiamiamo ragione è paragonabile ad una piccola isola circondata dalla ben più vasta dimensione del sentimento nella quale si intrecciano emotività, pulsioni, fobie, passioni, istinto, inconscio e tutte le altre peculiarità che nel loro insieme costituiscono il peso specifico di ogni essere umano. (V. Mancuso, Il principio passione)

Uno scoglio lanciato verso l’Atlantico

e non molto di più

un luogo metaforico

l’ultima terra ferma prima di lanciarsi verso l’ignoto,

l’infinito spazio liquido

mai quieto.

All’incontrario

vai cercando l’approdo

l’incipit terrae

il porto placido

per scrollarti il sale di dosso

fare una piroetta e cascare giù

salva

sulla terra

ferma

e con le mani la tieni ferma anche tu

come il profumo del caffè dall’altra stanza

la terra profuma di casa

vorresti tanto rimanerci un pò

mentre gli anni ti saltano addosso

e ad un certo punto non li conti più

come a belve affamate offri loro in pasto

le tue conchiglie

e i tuoi inutili orecchini blu.

 Il tasso di disoccupazione all’interno delle carceri è del 96,55% e il tasso di recidiva oscilla tra il 70 % e il 90%, eppure tra i detenuti che seguono percorsi di inserimento lavorativo all’interno di imprese sociali, la recidiva scende all’1-2%. Senza creare lavoro, viene meno il dettame costituzionale sulla natura rieducativa della pena.

http://www.europaquotidiano.it/2013/10/15/carceri-il-sistema-inglese-puo-insegnare/

La casa del sonno

Imbastisco le ore notturne lacerate dal caldo

e dai rumori della città

mi giro e mi rigiro e ripesco l’incoscienza

ancora e ancora

che mi salvi un altro po’.

Mi sveglio come una sopravvissuta

e finisce per non convincermi niente

di ciò che mi si apparecchia davanti

tranne il mio caffè

men che meno me,

fascio di pieghe di spigoli e di curve

pur parsa bellezza irresistibile

pensando a te.

Bittersweet me

Citando i R.E.M

questo è,

my bittersweet life

quel che c’è,

un caffè

il tintinnìo della pioggia

e il mormorio dei tuoni,

non convinti sul proprio frangersi addosso.

Aria di temporale estivo

lontano, chissà dove.

Adoro questo cielo grigio

e cerco e godo

come i fiori del mio giardino

cui niente importa e niente sanno

delle inesplicabili porcherie umane.

Lunes gordo

Cielo abarrotado, perfecto para finales de agosto con su tibio aliento.

Mentre mi perdo ancora tra i cespugli del recente viaggio

intorno a me ripartono le vetrine e gli scooter

gli uomini a braccetto in giacca e cravatta e i caffè al volo

le triple file

i pomeriggi lunghi in attesa di un’ispirazione di vita

o solo di una telefonata,

quella di una particolare specie di sempre.

Il mondo intorno

My mind is racing
As it always will
My hand is tired, my heart aches
I’m half a world away here
My head sworn

My shoes are gone
My life spent
I had too much to drink
I didn’t think
(Berry/Buck/Mills/Stipe)

Quattro bucati in due giorni

facebook twitter yahoo

foto video notizie

io, me

caffè con le amiche

io, me, tu, noi

tagliando zsr

– venti incredibili minuti di su e giù

quattrocento pagine più ottanta da studiare

poggio la testa sui fogli sparsi dei miei appunti.

E aspetto.

Mattina

 

Feeling unknown
and you’re all alone,
flesh and bone,
by the telephone,
lift up the receiver,
i’ll make you a believer

 

L’aria della mattina presto.

L’unico momento fresco della giornata, apro le finestre, mi stiracchio sul balcone, tanto nessuno mi vede.

La città dorme ancora, il sole non si è ancora affacciato sui muri dei palazzi e io son già qui, a respirare l’aria fresca, a ricordare antiche alzatacce per estive gite giovanili.

Sono già qui, metto su il caffè, la lavatrice.

Su questo pezzo di adesso,

questo grumo di vita che proprio non si vuole sciogliere.