Io non ho paura

One year just turned into five
Night came and then it was gone
How did you get so strong

Dicono di me.

Il mio alunno figo, cappellino, sguardo ammaliatore, mille ragazze che stridono intorno, zero voglia di studiare.

Dice di me. Che io sono un boss

“sì, uno di quelli napoletani”, sì perché io, “lei prof, non ha paura di niente”.

Vuoi dire che non ho paura di metterti in riga, piccolo moccioso, e di non farti passare niente.

No, non ho paura. È vero. Ho imparato a non averne, a gridare più forte e a non fare finta di niente. O almeno, più forte dell’arsura che mi secca le vene è il rigore e la ragione che mi regge in piedi, come un palo infilzato nella schiena, io non mi piego al non vedere, al non prendere posizione, anche quando tutto trema e sfugge e voglio scapparmene via. Io devo essere la Legge, la Verità, non per me ma per i piccoli, smarriti senz’altro più di me.

Io non ho paura perché sono nel giusto. E il giusto è una stretta linea rossa, infestata di mine, salta in aria tutto ad ogni passo; bisogna imparare a saltellare come giocando alla campana o a farsi fare a pezzi senza dargliela vinta. Mai dargliela vinta, mai abbassare lo sguardo, mai arrendersi alla sconfitta. Dentro un puzzle di vetri ma fuori uno specchio luminescente.

Le regole esistono ed io sono stata investita da uno stupido spirito istituzionale – di cui il Ministero stesso se ne fotte – ma che io rispetto alla lettera. Le regole. E non ho paura del piccolo maleducato nè di affrontare suo padre che viene a chiedermi conto dell’ammonizione scritta; io lì, io che non ho paura, io col fiatone, con la tremarella, io che penso di aver sbagliato qualcosa, io invece ingoio il mio fiato e gli spiffero in faccia che io difendo la Scuola e il mio piccolo ruolo. Perché nella mia classe la Scuola c’è. Noi facciamo lo stesso lavoro, caro papino, aiutami invece di regalare cellulari da 600 euro.

Io non ho paura, no. E a costo di non averne, tremando e soffrendo, e buttando il cuore oltre il muretto della disfatta, sono pronta a rialzarmi come se nulla fosse, nemmeno mi scuoto la polvere dalle ginocchia, nemmeno mi asciugo i graffi e le ferite. Guardo diritto, come se avessi la vittoria in pugno e invece ho soltanto sudore, la paura mi innerva le gambe eppure mi eleva. Che mica sono i tacchi.

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Unter der Linden

Hai dentro la tua malattia, hai dentro la tua cura

hai pioggia dentro al sole, hai ruggine e capriole (N. Fabi)

 

I tigli sono fioriti

e nell’aria

c’è odore di miele,

e io pedalo e salto

ma sono sempre a un passo

dal toccarli.

E più pedalo e salto

per staccarmi dalla pelle

fino a farle cadere giù

le schegge di questa giornata

e già di domani,

più rido

per chiuderla qui, la giornata.

E rabbia e stanchezza

ricerca inutile di una soluzione

che non c’è mai stata

e non c’è

saltando e pedalando scivolano giù

e per un po’ le dimentichi, di nuovo

e pur riprendi

a fare capriole.

Mare da sogno

y olvido y ya no sé qué hacer,
no dejo de correr,
como en sueños.
e dimentico e non so che fare
non smetto di correre come in un sogno
Busco un mundo mejor
y escarbo en un cajón
por si aparece entre mis cosas.
Cerco un mondo migliore e scavo in un cassetto
per vedere se appare tra le mie cose
Buscando mi destino,
viviendo en diferido
sin ser, ni oír, ni dar.
Y a cobro revertido
quisiera hablar contigo,
y así sintonizar.
Cercando il mio destino vivendo in differita
senza essere, nè sentire, nè dare. E vorrei parlare con te
a carico del destinatario e così sintonizzarmi.
(Extremoduro, Primer movimiento: el sueño)

Trasparente, turchino

il mio mare

quello degli scogli e degli schizzi

dell’estate.

Non nuoto

ma guardo gli altri tuffarsi e saltare di qua e di là

gli altri,

giovani, ragazzini.

Tripudio di vita intorno a me

e io con le mie paure

corro col cuore in gola temendo di cadere di sotto

non ci penso nemmeno a tuffarmi

ma se salgo sul dirupo per guardare il divertimento altrui mi viene vietato di farlo

off limits per chi non partecipa.

E io vorrei ma non posso

torno sui miei passi

mi strofino sulla nostalgia

e cerco

un bacio di conforto.