Ce là

 

Guardi, quello è il suo cuore.

Ciò che più mi ha sorpreso è stato vedere quell’immagine

quella perfetta forma

quella dei libri di scienze

con le macchie rosse e blu che ballavano

o sbuffavano  -una valvola che perde

mi dicevano-

come bianchi meccanici stellari

sembrava parlassero di un corpo celeste nello spazio siderale

e non di una piccola perfezione così imperfetta

qui dentro, nel buio

di me.

Serenamente

Maurine… I can’t come to your party ‘cause I think that I’m dead

(Say Hi to your mom)

Ci sono sere in cui mi contraddico

anziché spogliarmi mi vesto

anziché struccarmi mi trucco

anziché andare a letto esco

e ignoro la sveglia di domattina

e penso che in fondo è presto.

Guido

è tardi

nel buio

canto

il rosso scotta

freno

il verde ride

sfreccio

guardo

gente balli sguardi

auto davanti

bar pieni di gente

dentro fuori

luci

voci

città

umori.

Torno

Tornare a casa col buio

il tramonto ormai passato

la pioggia dietro le spalle o in agguato.

Il jazz serve a questo

ad accompagnarti a casa a ritmo lento

tenendo a bada i risultati elettorali

le morti dai balconi

e quelle dai rami.

Il jazz ti srotola la strada per magia,

un sorriso al benzinaio

e via. 

 

Ad Ercolano: Poi si è cosparso di benzina e si è legato a una corda, uscendo sul balcone per mettersi a cavalcioni sulla ringhiera. Con un accendino si è dato fuoco e la corda alla quale era legato si è spezzata, così il fioraio è caduto sull’asfalto. 

A Brusasco: Il padre l’ha cercato nell’aia dietro casa, dove tengono alcuni animali, e poi nel vicino bosco. E’ lì che lo ha trovato appeso al ramo di un albero: lo ha tirato giù, poi è corso a casa a chiamare i soccorsi.

(Repubblica.it)

Acurrucada

La noche estaba cerrada y las heridas abiertas (Jorge Drexler)

 

 

Ho ascoltato e riascoltato

ma non mi stanco di ascoltare

mi sento lì su quello scoglio australe

a cercare una risposta nel buio del mare

un punto en el mar oscuro donde la luz se acurruca.

Vita non vissuta

eppure rimpianta

come se fosse stata

in tutti i punti del mio corpo

la mia.

Come un libro aperto

una pagina da leggere e rileggere

un cuscino di piume

su cui coricarsi per farsi cullare.

Come il sonno che arriva

a soccorrerti come un fratello

come il mare oscuro

illuminato dalla magia di piccole amebe ancestrali

sorelle consolatrici

ad annunciarti il futuro

quando le ferite si riaprono.

Questa canzone

incantata.

Io

e l’eterno altrove

e l’eterna nostalgia

di ciò che non è stato

né per tempo desiderato.

Madrugada

She’s such a charmer oh no.
She’s such a charmer oh no.
She’s always looking at me.
She’s always looking at me.
She’s such a charmer oh no.
She’s stole my karma oh no.
Sold it to the farmer oh no.
She’s always looking at me.
She’s always looking at me.
She’s such a charmer oh no.
(Kings of Leon)

 

Alle 6,30 stamattina l’aria era ferma

e così si è mantenuto il giorno

senza la pesantezza della pioggia o la confusione del vento.

Una giornata imponente, solenne, sicura di sè

che spronava a grandi proponimenti

a coraggiosi passi sul selciato umido

nella mattina ancora buia

in cui non sentivo nemmeno freddo.

Dalla stazione, in attesa del treno, guardavo il cielo 

dove finalmente appariva un barlume, ad est.

Poco dopo ha cominciato a scendere una pioggia che sembrava neve

scendeva leggera ma non arrivava giù

troppo minuta e confusa come fiocchi impercettibili,

per pochi minuti.

Ora il giorno langue dietro la finestra,

giù, in fondo al portone

quieto, fermo e certo

a rassicurare il mio riposo

dopo il ritorno.