Soledad

La Solitudine si trova

nel Mar Glaciale Artico

e in fondo alle tue parole ruvide

al mio balcone trascurato

si conficca nella mia ruota storta

nel mio disordine riposa

sulle mie carte sparse

davanti ad una preghiera di chiarezza

su un tavolino di luce

desolato, contempla

il mio lato selvaggio incrostato

il mio corpo congelato anzitempo

all’ombra di questo rigido schermo

lucernario impiccato.

 

 

 

L’amore non esiste

Esiste il letto

il sonno

un viluppo di tappeti

senza punte e senza lingua

io mi lascio

abbracciare, ninnare

sognare

una casa bianca e una scala

il sole che accarezza i limoni

le pietre infliggono passi

ed io impietrita e ferma sono

attendo che salti

l’ostacolo

come un’onda poco lanciata

inciampi e pur al fin cada

addosso

a questa baia squarciata.

 

 

 

 

Fool

Stai cercando il parcheggio e alla fine non ti dispiace più
di non trovarlo,
perché la radio ti regala un lampo
in piena primavera
ed essere una stupida in cima ad una collina
ti carezza le orecchie
e dirime il mare che ondeggia
nel tuo tubo stomacale.
Certo, solo un pezzo di pane asciutto può asciugare tanto male
ma una stupida in cima ad una collina
quello che fa non è più chiedere ma è rotolare
giù dove le pare
ben oltre il visibile dagli stupidi al livello del mare.

Niente è meglio

 

Una manciata di secondi con te

E ciò che volevi si realizza

Per una manciata di secondi

Milioni di ore di niente

Bastano pochi secondi e c’è

Tutto quello che volevi

Tra me e me

Uno scarto costante

Cifra moneta sigla

I miei anni vissuti e quelli sentiti

Le mie cellule

Stanche e i miei sensi affamati

Pochi secondi e ti sfami

Ma restano

Tutti questi anni davanti

Scale maschere spigoli pieghe

disordine

Di molecole e neuroni

Sicuro che è tutto fuori posto

Niente in ordine

Ma non capisco perché

Due atomi lontani

E tiriamo avanti

Fino a domani.

 

 

In ogni luogo

To lead a better life I need my love to be here

 

Il mio attimo presente  è come questo panettone assaltato di sera tardi

sbocconcellato e poi divorato

fino a che mi si strangola tra le costole e mi obbliga a restare sveglia

ancora una notte, ancora

ad aspettare la prossima notte

il prossimo, il mio migliore attimo presente

come un prigioniero che spia le ombre fuori dalle proprie sbarre

le guarda rattrappirsi e allungarsi come un abile ginnasta

flessioni e giochi di carte

e tutto ciò che è immobile sembra muoversi

i ghigni dei soliti fuochisti mi rintronano a morsi

mentre aspetto

la prossima notte ancora

e il mio migliore futuro imperfetto.