Non vivere stanca


L’esistenza delle cose prescinde dalla mia consapevolezza

ma quali e quante cose vedo materializzarsi intorno a me

quando comincio a vederle

quando tra i piani e le piccole insignificanti sequenze

riconosco l’immensità del fuori campo

incautamente

e tac

mattone dopo mattone

intere muraglie e poi archi e sentieri a non finire

animano d’improvviso il paesaggio possibile

uno sbuffo del vapore e partono fantasie inusitate

allegrie dimenticate

mai avrei pensato che si potesse fare tanto con tutto quel niente

ché non è ciò che non abbiamo che ci rende tristi

non la scena

che laconicamente silente e vuota ci appare

ma non ritrovare più quella capacità di immaginare

desiderare e sì, creare

in mano il pennarello, tracciare

linee curve, sinuose, frecce

arabeschi, viluppi e intrecci e trecce

proprio sul vetro, lì, su ciò che traspare

sul nostro caro abisso fatto di niente.

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