Espiga y deseo


 

Donde nos llevó la imaginación, 
donde con los ojos cerrados 
se divisan infinitos campos. 
Donde se creó la primera luz 
junto a la semilla de cielo azul 
volveré a ese lugar donde nací.

(A. Vega)

 

Le spighe e il vento che no, non le molla

rullo martello frusta e un fruscìo le rimesta

il terrazzo ruvido e grigio e noi

che ci nascondiamo

dal cielo e le nuvole cadenti e l’orizzonte infuocato

parliamo di oggi e di ieri

lo specchio ed io ci guardiamo

cosa sia meglio o sia peggio

l’aria o il fuoco, glamourous baby,

le faville che si dileguano

la voce che inciampa

dieci minuti o sessanta.

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