La solitudine dei superstiti


CUCCHI: SORELLA, NON MI ARRENDO, GIUSTIZIA INGIUSTA

 

 

Sopravvivere è forse a volte più dura che morire.

Sono qui,

superstite di indicibile perdita

strappatami a morsi da nomi e cognomi,

questuando giustizia

e ammissione di fatti

sepolti per sempre

negli abissi del cuore umano.

C’è una folla di saggi

e di presidenti

e di deputati

e finanche di difensori della giustizia

e c’è la televisione

e tante persone per bene

e sono pure dalla mia parte

eppure sola sono e sola mi sento

perché mi manca la parte più importante

sola sono e sola mi sento

senza una carezza di consolazione nelle mani

senza una parola da pronunciare ad alta voce

e da lanciare al cielo

per dire: hai ragione,

una parola da lanciare al cielo

per alleggerire le mie mani annodate

da questo presente infinito

archiviato

nello stesso incartamento incartapecorito

di tanto e cotanto passato.

 

Dedicato a Ilaria e Stefano Cucchi.

 

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