Ragione e sentimento


where the birds wait and the tall grasses wave (Fleet Foxes)

 

Praticare la giustizia nei propri confronti

cercare di scartabellare tra i file attivi per capire cosa c’è che non si chiude che vibra che non torna che inquieta

e squilla con un soffuso allarme

uno sfarfallìo nello stomaco

un nodo alla gola.

Ma fare giustizia.

La lente attraverso la quale decido se ho finito o no di lavorare

scopre corde tese e dubbi che si accavallano,

nervi infiammati e scoperti,

si tratta di praticare la giustizia verso me stessa

e non verso gli altri.

Verso me stessa.

Allora perdo tempo

prendo tempo

da settimane

ore intere

capire quale sarà la cosa giusta da fare

farlo assicurandomi mille e mille volte

che ogni eventualità la saprò accettare

a cuor leggero.

Ma l’io che decide per un io futuro dubita ad ogni passo

e ogni decisione presa è rinnegata

perché non si tratta di decisioni vere

se effettuate con una benda sugli occhi;

non scelta

ma opzione, possibilità.

Ho spennellato di logica ogni pensiero

buttato dalla finestra il cuore e il sentimento

c’è spazio solo per il ragionamento

per la giustizia verso me stessa,

me, il mio corpo.

Ma ora dopo tanto ragionare mi ritrovo con questo tremore

a guardare giù dal balcone

quel sentimento che mi portava altrove

spiaccicato sul selciato.

Busserai ad una porta e ti ritroverai a temere che la aprano

te la spalanchino davanti

per entrarci e starci e rimanerci

senza non sai nemmeno cosa.

Alga marina aggrovigliata ad inerte sasso.

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