Cosa non so


Cosa c’è nel mare

che di qualunque colore e umore sia

ti trattiene per ore a guardare

la linea dell’orizzonte 

quell’infinito immobile e possibile

quel respiro

prima della prossima apnea.

… Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare»

(Giacomo Leopardi)

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2 thoughts on “Cosa non so

  1. “Il mare, il vasto mare, consola i nostri affanni!
    Qual demone ha dato al mare, rauca cantante
    che l’organo immenso dei venti rombanti aceompagna,
    questa sublime funzione di ninnananna?
    Il mare, il vasto mare, consola i nostri affanni!”
    (Baudelaire, Moesta et Errabunda)

    • Grazie per il commento. Beati loro che hanno le parole giuste per dirlo e beati pure noi con le orecchie attente per ascoltarli!

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