A rebours


Siamo stati piccoli e innocenti,

adolescenti irrequieti

e giovani eppure adulti

ancorati controvoglia alle case paterne.

Abbiamo avuto genitori poco apprensivi eppur responsabili

in epoche senza telefonini non hanno patito grandi angosce

non ci hanno mai persi,

e un gettone bastava per tranquillizzarli

quando si faceva tardi.

Ora super controllati e controllabili abbiamo perso tutto d’un colpo

innocenza, irrequietezza, giovinezza

solo l’ansia – pure per noi stessi – ci appartiene

e ci congela.

Non più giovani ma nemmeno adulti

tuttavia ipertecnologizzati e superinformati

siamo comunque e sempre insufficienti.

Il sogno dell’ozio e della creatività ci consuma

in disparte dallo sguardo sfuggente dilagante

e persi in questo eterno presente

siamo dovuti tornare ad esser studenti

e tollerare la boria e la sufficienza

dell’improvvisazione, dell’inesistenza, della superficialità.

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