Quello che siamo diventati


La disoccupazione e la precarietà sono sinonimo di una ridotta capacità finanziaria per una fascia d’età che deve ancora crearsi il proprio futuro.
 In questa fascia d’età, una diminuzione o la assenza di una disponibilità finanziaria, associati a una assenza di sicurezza sul futuro,  fa si che tutte le normali tappe di evoluzione psico-sociale vengano posticipate a “tempi migliori”.
Il matrimonio viene posticipato così come la procreazione. Il vivere per un lungo periodo una situazione di precarietà e di insicurezza comporta l’introiezione di una paura verso il futuro che si manifesta attraverso uno schema di pensiero che preferisce il “qui et ora” piuttosto che la costruzione del futuro .
Una ricerca ha dimostrato che la percezione del futuro dei lavoratori precari è in assoluto molto più negativa dei coetanei che hanno un contratto a tempo indeterminato. La scorsa volta abbiamo visto l’insieme dei sintomi psico-somatici del disoccupato di lungo termine. Una delle sintomatologie più caratteristiche del lavoratore precario è l’ansia. L’ansia è uno stato caratterizzato da una sensazione di paura non connessa ad alcuno stimolo specifico. Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga o derivata sistema nervoso da un conflitto interiore.

I segni somatici sono una iperattività del sistema nervoso autonomo e in generale della classica risposta del sistema simpatico di tipo “combatti o fuggi”.  L’ansia è una complessa combinazione di emozioni negative che includono paura, apprensione e preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto, nausea, tremore interno. Può esistere come disturbo cerebrale primario oppure può essere associata ad altri problemi medici, inclusi altri disturbi psichiatrici.
L’ansia sembra avere una componente cognitiva, una somatica, una emozionale e una comportamentale. La componente cognitiva comporta aspettative di un pericolo diffuso e incerto. Dal punto di vista somatico, il corpo prepara l’organismo ad affrontare la minaccia (una reazione d’emergenza): la pressione del sangue e la frequenza cardiaca aumentano, la sudorazione aumenta, il flusso sanguigno verso i più importanti gruppi muscolari aumenta e le funzioni del sistema immunitario e quello digestivo diminuiscono.

Esternamente i segni somatici dell’ansia possono includere pallore della pelle, sudore, tremore e dilatazione pupillare. Dal punto di vista emozionale, l’ansia causa un senso di terrore o panico, nausea e brividi.
Dal punto di vista comportamentale, si possono presentare sia comportamenti volontari che involontari, diretti alla fuga o all’evitare la fonte dell’ansia.

 

Articolo tratto da http://www.medicitalia.it/c.livolsi su gentile concessione del Dr. Cristian Livols

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