Más


 

Eccoci.

Siamo quelli che non vogliono smettere.

Il sole obliquo riscalda appena

alle 10 del mattino di una domenica di metà settembre,

il mare cobalto respira come un mantice infinito

sotto il vento di grecale.

E noi lì,  a inerpicarci ancora tra le rocce

a scegliere dove passare qualche ora

dove tuffarci senza l’impiccio delle onde.

Sole mare vento

il nostro dna che si dipana

il nostro corpo che respira

il libro che nel chiuso delle case non fila

scorre sereno sotto i nostri occhi.

Le braccia le mani le gambe,

nuoto, cammino, respiro

nella massa marina spingo e ritraggo

allontano

domani, oggi

e gioco

a essere pesce

a raggiungere quelle alici imperturbabili

in quel mondo verde, silenzioso

immobile

qualunque sia il respiro che ne governa la superficie.

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