Panico demenziale


La mattina presto in treno ci sono cose che non posso ascoltare dal mio mp3, creano confusione ad un cervello che sta cercando di raccogliere i propri pezzi ad un’ora dal suono della sveglia.

Ma ad una certa ora della sera suonano così bene.

Il mio cervello strizzato dalla sveglia che suona e lui a chiedersi che sarà mai quel rumore molesto anche se pochi minuti prima, svegliata da non so che, avevo pensato che mancavano solo pochi minuti allo squillo della sveglia.

Sto invecchiando o Lui sta invecchiando?

Ho buona memoria per le regole della grammatica e per i numeri, se memorizzo informazioni afferenti a queste due aree non le dimentico più.

Quando viaggiavo nei bus per andare in città – a quel tempo non esistevano gli mp3 –  in piedi accanto al guidatore  ingannavo il tempo leggendo tutte le targhe delle macchine che ci stavano davanti e per un pò di ore, dopo, mi ballavano in testa questi numeri ad ogni passo.

Forse avrei dovuto dedicarmi alla matematica, perché ormai i nomi non li ricordo più, i nomi dei personaggi, non delle persone che conosco o che frequento. Non so se per qualche forma precoce di demenza o per disinteresse e noia per il mondo che mi gira intorno.

Le date, i numeri, la grammatica, le melodie musicali, sì,

i luoghi, i nomi, i titoli, no.

E non c’è sveglia che li svegli. Dormono chissà dove in qualche ansa sperduta e seminterrata della massa che tutto può e tutto toglie.

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