Affanni barbari


Le immagini che accompagnano le notizie di crolli di borsa dei due maggiori quotidiani on line italiani raccontano in  maniera ancor più inequivocabile il clima convulso di questi luoghi misteriosi in cui si compra e si vende senza tirare fuori il portafogli e molte volte senza nemmeno averlo avuto pieno.

 

Tuttavia credo sostanzialmente probabile che tali foto in realtà ritraggano momenti qualunque vissuti in queste arene dal colletto bianco ove, per quanto ne so, tranquilli tranquilli a chiacchierare sottovoce non ci si sta mai.  Da sempre chi lavora in borsa viene raffigurato con la camicia bianca e la cravatta, porta il colletto allargato con gesto disperato, sostiene il telefono tra spalla e orecchio, fissa uno schermo con caratteri e numeri verdi davanti, urla e fa gesti strani con le mani non si sa a chi.

Chissà, forse c’è ancora qualcuno con un taccuino e biro tra le mani.

Comunque pure io dopo aver sudato come questi poveri uomini – attenzione, solo, rigorosamente uomini – per preparare la mia fantastica lezione sul Romanticismo con tanto di sinfonie di Mozart e soprattutto di nona di Beethoven per raccontare il cambiamento, l’incomprensibilità da parte del pubblico del tempo di quella sinfonia che ha deciso per sempre la durata dell’ascolto dei cd, per rappresentare il caos e l’aspirazione al divino, il dissidio derivante da tali sentimenti, la sensazione e la voglia di essere dei geni e i lacciuoli e le corruzioni politiche e gli assolutismi delle società del tempo. Dopo giorni di letture monografiche dei vari autori di lingua spagnola e di letture trasversali – in cui tra l’altro sono stata confortata dalla scoperta che Baricco aveva avuto la mia stessa idea (1ba , 2ba, 3ba-), bè, a dirla tutta, forse più che confortata mi sono sentita un genio…- ore di conversioni dei miei dischi di Mozart, Beethoven, Chopin, Wagner in mp3, mi sento di essere stata presa per la collottola dalla mia simpatica classe e depositata educatamente nel cestino.

Non vorrei mancare di umiltà, ma forse anche a Baricco sarebbe toccata la stessa sorte con queste signorine tutte IPhone e specchietti.

E guerra sia. Si comincia con Larra. Giovane e pungente Werther español.

 

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