Hábitos


La vida es como el café o las castañas en otoño. Siempre huele mejor de lo que sabe.   – Maruja Torres

C’è stato un periodo in cui prima di andare al lavoro, di pomeriggio, passavo dal bar per prendere il caffè. Mi era indispensabile. O meglio, pensavo che lo fosse, e dunque effettivamente lo era.

Poi quando arrivavo in ufficio portavo con me quell’odore inconfondibile, io non lo percepivo ma quando arrivavo Antonella me lo diceva, che portavo il caffè addosso.

Cosa c’è di più buono dell’odore del caffè? La mattina quando mi alzo e sento che arriva dalla finestra quello dei vicini mi viene un’invidia che me lo devo fare subito e percepire quelle belle sensazioni che veicolano pensieri traducibili in “colazione casa mattino prontivia”, mandando al diavolo i miei buoni propositi di vita sana.

Tuffarsi in un bar profumato di caffè, meglio se emana senza posa dagli stantuffi delle macchine che sembra di stare in una stazione di cento anni fa, o invadere la casa di quell’odore tostato che borbotta inconfondibile dalla caffettiera è una coccola superiore a quella che poi ti scivola in gola.

E se uno pensa tutte queste cose è che non vuole farne a meno e dunque a meno non ne farà.

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