Tagli e guerre


Perché si vuole tagliare la scuola?

Perché si fa esattamente il contrario di ciò che si dovrebbe fare per abbozzare una ripresa del tessuto culturale e sociale? Nessun prestito ponte. Solo esuberi. Nessun buco di bilancio. Solo che è il posto dove è facile tagliare, gli insegnanti non costituiscono una lobby.

Quello che è di troppo per questo Governo – all’ennesima prova di egoismo e mancanza di senso dello Stato, in spregio delle istituzioni democratiche del Paese, come la Magistratura – è l’istruzione dei propri figli, mentre va bene imbottirli di tv, discoteche e telefonini. L’importante è continuare a svuotargli la testa, e che non abbiano niente da dire, niente da pensare, niente da sognare che non sia stato passato dal rutilante mondo dell’apparire televisivo.

I nostri figli, dagli occhi azzurri di vuoto e di orrore.

E forse il taglio c’è anche perché gli insegnanti sono rimasti l’ultima classe sociale più compattamente di sinistra. Le altre se le sono mangiate a morsi i mostri moderni.

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One thought on “Tagli e guerre

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