Start over
Non so se ho pranzato o mi sono inferta un colpo allo stomaco
una lama di carboidrati confusi
in ebollizione come i pensieri nella mia testa.
Oggi mi servono tutti i miei cibi proibiti
nessuno escluso.
A volte pensi di avere le stelle tra le mani
le profondità dell’universo negli occhi
la coscienza del nulla e del vuoto
quello che sei quello che non sei
quello che hai capito e non ti riesce di capire
quello che hai visto che hai fotografato
che hai trattenuto che hai letto che hai scritto,
tu.
Tutto quello che hai da dire e che dici
alla rinfusa,
come lanci di bengala
come una questuante in cerca di accordi.
Ma niente accade,
l’universo il sole e tutte le altre stelle
stanno
dove sono sempre stati
e girano intorno a se stessi, all’infinito.
Chi distrattamente ti ascolta e proprio non vede i tuoi bengala
distrattamente sale e scende dal tuo treno
e tirando fuori un fazzoletto si svuota velocemente le tasche dalle parole
preziose
uniche
tue,
miseramente sparse sul selciato di una stazione qualunque
inghiottite dalla notte e dall’abbandono,
come monete mute
fuori conio.

