Febbraio
«Sì che amo l’inverno e febbraio noce di ghiaccio, amo le nevi quando il vento le stacca a fagottini dai rami degli abeti e le congiunge a neve con la bussata di un bacio, amo febbraio che rosicchia luce al sole, lo trattiene di più giorno su giorno, amo febbraio che risale l’orizzonte, amo il pettirosso che è resistito senza migrare a sud, amo il mandorlo che apre il fiore bianco di pupilla e lo sparge sull’erba scolorita della brina, amo la vita che continua senza di me, amo l’onda che passa a scavalcarmi, amo, spingo sul verbo amare, buttami fuori dalla parte sporca, sono pronto, non ho urina né feci, sono peso sgocciolato, al nudo, al netto, scaricato di colpe. Morirsene, credo, non è una condanna, morire è essere assolti. Con tutta l’ira della febbre io amo, amo il cuscino zuppo del mio dolore, amo la zanzariera che imbozzola il mio corpo di larva, amo, amo».
Erri de Luca, Il contrario di uno
But my blue eyes cannot see that their real hue is probably green
E una mattina come le altre
ieri
prima dell’alba
non è più uguale alla mattina precedente.
Il vento del nord ha appena smesso di portare nuvole e di strapazzarle
e il cielo è pulito e lindo
silenzioso come sempre
eppure completamente nuovo
acceso
come se da sotto un mantello nero qualcuno avesse finalmente tirato fuori la palla celeste
et voilà, l’avesse resa visibile anche al popolo dei pendolari,
signore e signori, eccovi di nuovo
IL CIELO!
Il ritorno improvviso della luce dopo la notte
per me è una sorpresa sempre
del contrario, invece, non me ne accorgo mai
di come la notte inghiotta i miei passi sul selciato mattina dopo mattina.
Alla notte ci faccio l’abitudine subito e sorrido alle stelle quando le scorgo appena fuori dal portone
e mi sembra che quello sguardo a scorgere nel buio duri un’eternità di mattine
e che per un’eternità di mattine io sorrida con la bocca storta a quella notte che si attarda;
alla luce quando per gli altri è notte, invece, non mi ci abituo
e per settimane, lo so, rimarrò col naso all’insù a sorprendermene,
sgambettando verso il mio treno
e sorriderò ancora pensando sì alla meraviglia di essere viva
e di poter assistere ancora una volta a quel miracolo.
Benvenuti nel mondo dei vivi
mi urlava il mondo rutilante dell’ipermercato ieri sera
ma io non ci credevo e come sempre avevo fretta di andarmene.
Non è quello essere vivi
è questo,
è camminare da soli prima del giorno ed accorgersi in silenzio
in quel mondo intatto e perfetto prima che le ore lo scuotano senza posa
che il cielo in silenzio sta parlando
sta dicendo che la stagione sta per cambiare
e se i nostri orecchi ne fossero capaci
sentiremmo il fragore sotto i nostri piedi
della terra che prepara i suoi primi germogli
anzi, da qualche parte, essi sono già spuntati.
Essere vivi è anche essere felici
per questi piccoli e forse irrilevanti dettagli.

