Cartelli d’agosto

 

E’ la sera dei cartelli tutti uguali.

Cartelli scritti a mano, cartelli stampati a colori,

cartelli prestampati su cui tracciare frettolosamente due paia di numeri.

Alle otto, stasera, chi prima chi dopo,

si era lì, il viso contro la vetrina,

ad appiccicarli con lo scotch e con un sospiro.

Da domani si chiude la città

per riaprirla, tutti insieme, alla chiusura del mese.

E io che cerco di rilassare le mie vetrine senza cartello.

In un mese di anniversari e di ricordi

 - tante cose succedono negli agosti di tutti  -

di sudate e di nottate

di linee riassuntive

e punti a capo.

Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete o di quel che berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutrisce. Non siete voi assai più di loro? E chi di voi può con la sua sollecitudine aggiungere alla sua statura pure un cubito? E intorno al vestire, perché siete con ansietà solleciti? Considerate come crescono i gigli della campagna; essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che nemmeno Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Or se Iddio riveste in questa maniera l’erba de’ campi che oggi è e domani è gettata nel forno, non vestirà Egli molto più voi, o gente di poca fede? Non siate dunque con ansietà solleciti, dicendo: Che mangeremo? che berremo? o di che ci vestiremo? Poiché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; e il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte. Non siate dunque con ansietà solleciti del domani; perché il domani sarà sollecito di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno. Matteo 6,25-34

~ di gemma patscot su Agosto 8, 2008.

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