Living well is the best revenge

•Novembre 7, 2009 • Lascia un Commento

It’s only when your poison spins into the life you’d hoped to live
That suddenly you wake up in a frozen panic (R.E.M)

 

Fai quello che dovresti

e prendi le tue medicine.

O impari a conviverci

sperando che un giorno sparisca

o ti arrendi completamente.

(Grey’s Anatomy – s06e05)

Altre menti

•Ottobre 21, 2009 • Lascia un Commento

Are you under the impression
This isn’t your life?
Do you dabble in depression?

Is someone twisting a knife in your back?
Are you being attacked?
Oh, this is a fact
That you need to know
Oh, oh, oh, oh
Wilco, Wilco
Wilco will love you, baby

Are times getting tough?
Are the roads you travel rough?
Have you had enough of the old?
Tired of being exposed to the cold?

Stare at your stereo
Put on your headphones
Before you explode
Oh, oh, oh, oh

Wilco, Wilco
Wilco will love you, baby

There’s so many wars that just can’t be won
Oh, oh, oh
Even before the battle’s begun
Oh, oh, oh

This isn’t all of our arms open wide
A sonic shoulder for you to cry
Ah, ah, ah, oh

Wilco
Wilco will love you, baby

Is someone twisting a knife in your back?
Are you being attacked?
Oh, this is a fact
That you need to know
Oh, oh, oh, oh

Wilco, Wilco, Wilco
Wilco will love you, baby

(Wilco – The song)

 

Ma ci sono giornalisti che quando parlano di scuola sanno cosa stanno dicendo?

Si sa che questo argomento è un ginepraio

e finora non è mai successo che un articolo di giornale o un servizio di tg

abbia spiegato per bene le cose come stanno

quando bisognava spiegarle,

così ha fatto il servizio del Tg3 delle 14,20 sul decreto della scuola in discussione:

parole in fila senza alcun senso.

Qualcuno detta e l’altro ripete

se poi come a scuola gli si dovesse chiedere

“Allora – mò ti frego – cos’hai capito?”

ne avremmo la prova.

Al Parlamento decidono allegramente della nostra vita

decidono della mia vita persone che, della scuola, sanno ancor meno dei giornalisti.

E in ogni dove tali personaggi opinano su tutto

invitati dappertutto

bla bla bla

talk show interviste faccia a faccia

su ogni capello ogni retropensiero ogni meno di niente.

In tanto frastuono, frattanto, per dimenticare il silenzio della mia laringe

- il respiro che non torna come una lancetta d’orologio dalle pile scariche

tic….

tac -

a sera mi consola il mio cucchiaio di plastica che mi coccola 

la medicina che da piccola mi toglieva il vomito,

dolce, rosa, indimenticabile

nel letto delle mie febbri infantili.

Fuoco amico

•Ottobre 13, 2009 • Lascia un Commento

Immag049

Domenica mattina

•Ottobre 11, 2009 • Lascia un Commento

Spesso mi capita di pensare a quel piccolo paesello in Aragona.

Non solo ai luoghi e alle persone

ma anche a come vivevo io

residente straniera

quei luoghi e quelle persone.

Stamattina mi è tornato in mente il bagno, piccolissimo

lo specchio de cuerpo entero dell’armadietto

con le mie cose dentro

e la finestrella in alto che dava sul vicolo.

Da quella finestrella venivano al mattino il chiocciare delle galline

di tanto in tanto il rumore di passi sul selciato

le voci di chi vi si incontrava

adióoos

o dei pochi turisti che vi transitavano la domenica mattina

e che leggevano ad alta voce, scandendole,

le poche scritte presenti

car-ne-ce-rí-a.

 

Bajo la penumbra sin farol se dormirán
todas las cosas que quedaron por decir
se dormirán
(Porque te vas- dal film “Cría cuervos” di Carlos Saura)

Per bene

•Ottobre 7, 2009 • Lascia un Commento

Essere persone per bene

rispettare la legge

anche i semafori, le precedenze

aggiungervi cortesia e buona educazione

rispettare un codice etico

senza cadere nel bacchettone

essere generosi e amichevoli

gentili e socievoli

informati e aggiornati.

Essere molto per bene senza smettere di essere smart.

Essere per bene anche e soprattutto nel proprio lavoro

farlo con coscienza

prepararsi sempre

essere leali per favorire la lealtà

promuovere il rispetto tra i ragazzi

rispettare i ragazzi

la loro voglia di conoscere e soprattutto di capire

ma anche la loro voglia di non fare un cavolo.

Essere per bene in ogni ambito

personale

professionale

sociale

spesso è faticoso.

Chi ha dentro di sè questo imperativo categorico lo sa bene.

Eppure questo naturale principio della convivenza semplice eppur complicato

viene applicato regolarmente nonostante tutto da una grande maggioranza di persone nel mondo

nonostante la fatica, nonostante possa persino suscitare minacce di morte, ricatti, accuse

nonostante alcune persone di questa maggioranza siano costrette a rinunciare alla propria vita

solo per aver fatto il proprio dovere di persone per bene

in territori avvelenati. 

La fatica è tanta che a volte ci si potrebbe pure lasciare andare all’ invidia

nei confronti della leggerezza di coloro che sfrontatamente viaggiano per la vita

saltando tutti i semafori e le strisce pedonali;

comprando vendendo lucrando sfruttando corrompendo ingannando

sostanzialmente applicando un risolutore “me ne frego”;

alzano la voce, arrivano prima di tutti, si divertono un sacco.

Con loro non ci prenderemmo nemmeno un caffè

tuttavia, per la verità, ci sarebbe di molto conforto sapere che per costoro c’è

prima o poi

un castigo.

Per chi rispetta la legge, in cambio, non c’è un paradiso

bensì la quotidiana fatica del vivere per bene

e il trovarvi dentro pezzi di felicità e di divertimento

di piacere.

Una silenziosa maggioranza che non vuole promesse di paradiso

nè stridori di denti per chi si meriterebbe l’inferno:

solo giustizia.

Chi fa bene lo si lasci in pace

ma chi trasgredisce la legge, signori,

che venga punito.

Sea quien sea.

La bicha

•Settembre 18, 2009 • Lascia un Commento

La niña de fuego te llama la gente

y te está dejando que mueras de sed.

Ay, niña de fuego

ay niña de fuego.

 

No subestimes a esta bicha aunque tenga poca chicha en la cintura

anda, quítame la envoltura y ya verás, ya verás.

Shell

•Settembre 17, 2009 • Lascia un Commento

And the earth spins round while the people fall down
And the world stands still not a sound (not a sound)
There is love
There is love
To be found
In the worst way
In the worst way
In the worst way
It’s the buzz
It’s the buzz
It’s the buzz
I wish i was
It’s the buzz
It’s the most fuzz
From a little shell at the bottom of the sea
With the earth and the moon and the sun above
But the world fell down with some people still around
There is love
There is love
To be found
With the gods all gone and the souls making sound
In the worst way
In the worst way
In the worst way
From a little shell at the bottom of the sea
With the earth and the moon and sun around me
 

I giorni del delirio del ritorno alla normalità

scuola lavoro traffico.

Auto impazzite dappertutto

la bici intrappolata tra colonne fumanti.

E’ possibile vedere la follia della vita moderna

che è pure la tua

senza esserne coinvolti?

Come una piccola conchiglia nel fondo del mare

non un suono

la terra il sole la luna intorno

e il mondo che cade giù.

Más

•Settembre 14, 2009 • Lascia un Commento

 

Eccoci.

Siamo quelli che non vogliono smettere.

Il sole obliquo riscalda appena

alle 10 del mattino di una domenica di metà settembre,

il mare cobalto respira come un mantice infinito

sotto il vento di grecale.

E noi lì,  a inerpicarci ancora tra le rocce

a scegliere dove passare qualche ora

dove tuffarci senza l’impiccio delle onde.

Sole mare vento

il nostro dna che si dipana

il nostro corpo che respira

il libro che nel chiuso delle case non fila

scorre sereno sotto i nostri occhi.

Le braccia le mani le gambe,

nuoto, cammino, respiro

nella massa marina spingo e ritraggo

allontano

domani, oggi

e gioco

a essere pesce

a raggiungere quelle alici imperturbabili

in quel mondo verde, silenzioso

immobile

qualunque sia il respiro che ne governa la superficie.

Il maestrale definitivo

•Settembre 10, 2009 • Lascia un Commento

Durante la calura estiva il maestrale è la salvezza dall’afa

quando arriva è sempre troppo lieve

o dura sempre troppo poco.

Poi arriva settembre e arriva il maestrale che cambia la stagione

non se ne va più

rinfresca definitivamente l’aria

e trasforma come una bacchetta magica

l’estate in fine estate.

Mentre dall’altro lato dello Stivale soffiava,

io, sottovento,  mi godevo l’ultima (sic) domenica d’estate.

porto

Licenziamento di massa senza tv (nè operai, nè gru, nè colossei)

•Agosto 19, 2009 • Lascia un Commento

Da orizzonte scuola – 19 agosto 2009 – inviato da Libero Tassella
Di seguito troverete una lettera che in maniera concisa fotografa l’esistente. Diffondiamola nella rete, ma soprattutto sulla stampa, vi invito a tradurla e a inviarla ai giornali degli altri paesi, ai politici e alle istituzioni locali. Vi chiedo comunque di farla circolare anche come lettera ai giornali. Sta passando sotto silenzio, cari lettori, uno dei fatti più gravi della storia repubblicana di cui il fenomeno dei licenziamenti è un brutale effetto derivato, la dismissione della scuola pubblica statale, un grave attacco alla scuola nazionale, per reintrodurre localismi, egoismi, anacronistiche divisioni tra Nord e Sud.

Le esternazioni di Bossi e della Lega nonché quelle del ministro Gelmini ci lasciano sconcertati, mentre, sotto i nostri occhi, si sta compiendo la rottamazione del personale docente, uomini e soprattutto donne che dopo anni di studio, concorsi superati, titoli acquisiti, esperienze maturate, sfruttamento pluriennale sempre con stipendio iniziale in zone disagiate, in scuole di frontiera, sacrifici familiari, ora conosceranno la disoccupazione, l’avvilimento e la disperazione, in un paese che sta scivolando verso l’ignoranza e la barbarie che avrebbe bisogno di loro: di conoscenza, di cultura, di cittadinanza, di scuola. Di seguito la lettera.

Il più grande licenziamento di massa nella storia della Repubblica

Nella calura agostana e nell’assordante silenzio mediatico il Governo sta per produrre il più grande licenziamento di massa nella storia della Repubblica.
Da settembre ci saranno quasi 17 mila cattedre in meno per gli insegnanti precari. Tra pochi giorni, contando anche il taglio dei bidelli e degli amministrativi, ci saranno più di 20.000 disoccupati ad aggiungersi all’esercito crescente dei senza lavoro italiani.

Le classi avranno meno docenti ma più alunni e saranno dunque a rischio sicurezza. Si prevede infatti che le classi dall’anno prossimo saranno mediamente composte da 26 bambini all’asilo, 27 alle elementari e 30 in medie e superiori contro una media europea di 15-20 studenti.
Nonostante queste cifre il Ministro va da tempo ripetendo che in Italia ci sarebbero più insegnanti per studente rispetto alla media europea (una vecchia mezza verità, infatti non viene spiegato che nella conta questi signori mettono anche gli insegnanti di sostegno che in Europa non esistono, dato che il nostro è l’unico paese che ha fatto la scelta dell’integrazione dei diversamente abili nelle classi. Di fatto però le nostre sono le classi più affollate d’Europa).

La scuola viene colpita come mai è stato fatto dal dopoguerra ad oggi e i mezzi di comunicazione parlano di realtà scolastica solo in riferimento alla pittoresca proposta leghista dei test di dialetto per i docenti, tutti i telegiornali riportano la decisa condanna della Chiesa della sentenza del Tar Lazio che preclude gli scrutini agli insegnanti di religione ed esclude l’ora di religione dalla valutazione globale degli studenti (dopo mesi di torpore la Santa Sede torna a condannare).

I mass media danno risalto alla notizia del ricorso del Ministero contro la sentenza del Tar Lazio sugli insegnanti di religione. Mentre migliaia di docenti precari stanno per essere cacciati dalla scuola la preoccupazione della Gelmini è quella di mettersi subito sull’attenti per la Santa Sede e ricorrere a favore dei colleghi di religione che non rischiano nulla.
La Gelmini ha affermato: “L’ordinanza del Tar tende a sminuire il ruolo degli insegnanti di religione cattolica, come se esistessero docenti di serie A e di serie B”.
E i 17.000 docenti precari che verranno cacciati via il mese prossimo cosa sarebbero? Docenti di serie C? Il Ministro lo sa che i precari di religione sono gli unici tra i docenti precari ad avere lo stipendio assicurato e gli scatti di anzianità?

Un licenziamento di massa nel settore più importante del Paese e nessuno alza la voce. Questo è davvero uno strano Paese.