Lolita

•gennaio 12, 2012 • Lascia un commento

Ci pensavo da anni

era nella mia lista dei desideri da tempo

eppure il suo momento non era ancora arrivato,

chissà perché.

E chissà perché il suo momento è stato oggi,

oggi è stato depositato nella mia libreria personale,

sul quarto scaffale.

E’ che a volte io vado a colpo sicuro

come se avessi una qualche certezza dentro di me

come se avessi davanti un qualche progetto definito da eseguire senza indugi.

Sono uscita all’improvviso senza averlo nemmeno pensato

sono scesa in strada e sorridevo come se non avessi rimuginato ore

su mille cose poco illuminate

e camminavo sbirciando il cane che davanti a me

guardava passare le macchine con un’attenzione inusitata,

dritta verso la libreria

come se fossi uscita apposta per questo

dritta verso un determinato libro

come se l’avessi premeditato.

Solo dopo averlo fatto

ho ricordato che si trattava di una vecchia abitudine

adottata nella mia casa precedente,

molto più vicina peraltro alla libreria,

quella di acquistare un libro

per tappare qualche buco.

Sorpassi

•gennaio 9, 2012 • 1 commento

Hey kids, rock and roll
Nobody tells you where to go, baby

Maybe you did, maybe you walked
Maybe you rocked around the clock
Tick-tock, tick-tock
Maybe I drive, maybe you walk
Maybe I try to get off, baby

 

Ho guidato con il sole del pomeriggio

liquido di pioggia

affrontavo la strada pur temendo di non trovarla

come se fosse notte

come se fossi chissà dove.

E sono tornata di notte

i fari sui muretti a secco

sulle strisce intermittenti dell’asfalto

i piedi gelati sui pedali,

mi scaldava un sorriso

le bottiglie di latte appena munto

le uova fresche di piume

le mozzarelle appena fatte.

I migliori teneri amanti.

Contrappassi

•gennaio 9, 2012 • Lascia un commento

E’ giusto

niente da dire.

E’ pure onesto.

Che la dieta segua la sazietà

che la rinuncia segua l’abuso

che l’ordine segua il disordine

che il disamore segua l’amore

che lo schiaffo segua l’insulto

che il nuovo segua il vecchio

che l’immobilità segua la frenesia

che una piccola rinnovata quiete segua una piccola personale tempesta.

E, solo per inerzia,

anche il contrario.

Mal trago

•dicembre 20, 2011 • Lascia un commento

 

Dov’è la porta di uscita da una stanza piena di caramelle irraggiungibili

lo sguardo a desiderare il soffitto

ore a saltare per assaggiarne qualcuna

e non ti è riuscito

nemmeno una da portare sempre stretta in tasca

da scartare

quando è troppa l’amarezza

e non riesci ad ingoiarla più.

Dacci oggi

•dicembre 14, 2011 • Lascia un commento

 I was a piano player in my last lifetime
Now I write rhymes, sip white wine and let my light shine
Out the dark space, with the world on my mind like scarface
Though my sex drive like a car chase
More than a uhh, it’s the piece of mind I chase

Ho passato il pomeriggio su un misterioso alone sul pavimento

appariva e disappariva a seconda del prodotto utilizzato,

fino a poco fa.

Mi sono accanita con pervicace insistenza

esageratamente

forse istericamente

sicuramente per sfuggire

inutilmente

alla prigione pomeridiana

il troppo lavoro quotidiano.

Quante ore ancora bisogna lavorare quando la giornata comincia due ore prima dell’alba?

Non so come disinnescare questa bomba che mi spella le mani

me la passo da destra a sinistra e da sinistra a destra

mentre mi brucia le giornate e la voglia e la schiena.

Stella al palo

•dicembre 9, 2011 • Lascia un commento

Stella alla finestra

marcaposto

presenza

luce votiva.

In questa selva di fari e di voci

appendo il mio contributo

con la riluttanza che mi è propria in questi casi

come una maschera sul viso,

inappropriato gingillo non tecnologico,

non potrebbe.

In un periodo in cui le immagini catodiche della gente vera mi commuovono

e la gente vera che mi urla attorno mi provoca un malessere metafisico

non posso fare a meno di mostrare tutta la mia normalità

nel tragicomico tentativo di stemperare l’assurdo

che mi porto appresso

con la dissimulata noncuranza

con cui porterei una baguette sotto il braccio.

Heart

•novembre 9, 2011 • Lascia un commento

Mother and father
I stand beside you
the good of this world
might help see me through

this place needs me here to start
this place is the beat of my heart

oh my heart
oh my heart

Il mio cuore fa boom.

Mi pesano addosso le cose e i pensieri

i passi e le fermate.

Proprio non si arriva mai

dove si è già arrivati

infinite volte.

Punti di niente

•settembre 16, 2011 • Lascia un commento

Non so più quante volte ho spostato la bandierina d’arrivo

pensando che lì, in quel posto piccolo e lontano, sarei stata finalmente felice

tanto che non avrei chiesto più niente né a me né a nessuno.

Obiettivi piccoli, stupidi, oppure grandi, immensi.

Obiettivi-oggetto, obiettivi-persone, obiettivi-situazioni.

Tanto desiderare tanto tribolare

tranne mettere in conto il fatto che ci vuole un pò di Grazia

per arrivare davvero da qualche parte

la Grazia di vedere

l’Amore, la Bellezza, la Benedizione

che c’è per forza

dappertutto,

prima e dopo questi punti lanciati sempre più in là,

buche senza centro.

Eppure

chissa dove.

Quale settembre

•settembre 6, 2011 • Lascia un commento

Abbandonare la vicinanza del cielo e della terra

del legno, dell’acqua, della roccia.

La libertà di essere dentro la natura.

La percezione di essere io la natura

una pietra molle pensante e inquieta

un tempo ubicata sotto i mari,

in cima alle montagne,

prima che vi emergessero.

Girare la pagina delle foto e tuffarsi nelle cose che costano fatica,

quella fatica dove alla fine non c’è la carezza del vento,

la vertigine del panorama, la frescura del bosco e dell’acqua cristallina.

Riabituarsi alla polvere e al cemento

come se vi si fosse nati,

come un luogo a cui si fosse predestinati

senza appello.

E ripetersi che non è così.

E avere pur davanti polvere fatica cemento ferraglia,

marciapiedi su cui marciare senza posa

e treni su

e treni giù.

Eppure questo settembre è diverso da tutti.

E’ il settembre dell’assunzione

del lavoro con tanti diritti in meno di un tempo

e tanti doveri in più di un tempo.

Ma è il settembre del lavoro,

finalmente senza scadenze.

E’ il settembre della gratitudine.

E’ il settembre della svolta

del giro di boa

del non sentirsi più fuori

pur essendo comunque l’ultima della fila,

ripescata al volo dal fluire incomprensibile della vita,

un pesce fuor d’acqua, in fin dei conti,

che adesso deve imparare a respirare l’aria.

Il settembre dell’allora anch’io.

Il settembre del salto.

Il settembre della felicità e della paura insieme.

Paura che la felicità non duri e già non dura

è tutta paura,

paura di quando il vetro si appannerà

e chi si specchierà dentro sarò sempre io.

Muta

•agosto 14, 2011 • Lascia un commento

 

 

 

 

 

 

 

Quando mi trovo davanti a cose che non posso controllare

cerco risposte persino nel cemento della città.

Cerco l’ultima luce tra le piazze vuote della periferia

dove solo il maestrale vigoroso mi fà compagnia.

E una luna brillante.

Una danza da baccante, l’offerta di vino e cibo, di oro e argento,

il sacrificio di un montone, il digiuno e il cilicio, 

la recita di una preghiera, la ripetizione di un mantra,

un canto sommesso, l’omaggio di candele e fiori.

La mia mente ha snocciolato a ripetizione tutte le possibilità

immobile,

nella morsa dell’imponderabile.

Senza casco.

Muta.

Non so come bisognava fare

a chiedere al cielo e alla terra e al vento

un pizzico di buona sorte

un pizzico di benevolenza.

E tutto intorno si muove

e tutto intorno esiste,

tacendo.

 
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